Sabato, 16 Gennaio 2021
Roma

Quando il reddito di cittadinanza non basta: la storia di Sonia, madre single sotto sfratto

Per un seminterrato a Selva Candida (periferia nord di Roma), paga 600 euro di affitto, ma ne riceve solo 480 di sussidio: "Ho mandato decine di curriculum ma non ho ottenuto alcuna risposta. Più passano i mesi più il mio debito aumenta"

Sonia, 35 anni, madre di due bambini

Sonia vive con 480 euro di reddito di cittadinanza. Da quando è iniziata la pandemia non riesce più a pagare l’affitto di casa e ora ha paura di finire in mezzo a una strada. “Entro 30 giorni devo pagare oltre 5mila euro di debito a cui si aggiungono le spese legali del proprietario di casa" racconta la donna a RomaToday. “Se questo non accadrà lo sfratto sarà esecutivo e dal 1 luglio, quando scade il blocco delle esecuzioni, l’ufficiale giudiziario potrà arrivare in qualsiasi momento".

La donna, 35 anni e madre single di due bambini di 4 e 6 anni, vive in un seminterrato in zona Selva Candida, alla periferia nord della Capitale. Ogni mese dovrebbe versare 600 euro al proprietario di casa, ma da quando il padre dei suoi figli ha perso il lavoro non riceve più i 500 euro di alimenti. "Ha iniziato versando meno soldi, poi ha smesso del tutto”, racconta Sonia. Una delle tante storie di disperazione causate dalla pandemia. "Io ho pagato al proprietario di casa quel che potevo, per fargli capire che ho buone intenzioni. L’assistente sociale mi ha aiutato a ottenere un sostegno da 1800 euro diviso in tranches. Arrivavano e li giravo subito sul conto del proprietario”. Ma non è bastato. Il mese scorso all’indirizzo di Sonia è arrivata una lettera che la informava ufficialmente della richiesta di sfratto e della convocazione davanti al giudice. “Non ce l’ho con il proprietario, capisco che si debba tutelare. Però io non so davvero come uscire da questa situazione".

"Il reddito di cittadinanza si basa sull'Isee del 2019"

I soldi del reddito di cittadinanza le bastano solo per tirare avanti. I primi mesi Sonia percepiva 980 euro "poi mi è stato tolto l’importo del mantenimento. Mi basterebbe tornare alla cifra piena per vivere: 600 euro per l'affitto e il resto per fare la spesa. Questo però non è possibile, perché l’importo si basa sul reddito Isee del 2019 e io ho smesso di prendere gli alimenti nel 2020".

"Non voglio stare in una casa che non riesco a pagare ma se mi sfrattano finisco sotto un ponte", dice Sonia. Trovare un lavoro per una madre single e senza automobile non è facile, soprattutto in un periodo come questo. "Ho mandato decine di curriculum ma non ho ottenuto alcuna risposta. Se trovassi un lavoro, potrei sperare di sistemare tutto, anche se più passano i mesi più il mio debito aumenta. Ho paura di restare senza via d’uscita".

La domanda per una casa popolare è stata presentata ma Sonia sa molto bene che ci vuole del tempo prima di arrivare a ottenerla. "Ho iniziato le pratiche per integrare la domanda: ora ho lo sfratto e quando piove per molto tempo ci sono infiltrazioni di acqua". Ha provato anche a informarsi per un residence per l’emergenza abitativa. “Conosco delle persone che ci vivono, ma mi è stato detto che sono in chiusura. Sono così disperata che ho pensato addirittura di occupare, ma non voglio perché ho paura di perdere il diritto a una casa popolare e al reddito di cittadinanza. La casa famiglia dev’essere l’ultima spiaggia, non voglio perdere l’autonomia. Cosa deve fare una madre con due bambini sotto sfratto?”.

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