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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca Salerno

Reddito di cittadinanza, nullatenenti e senza lavoro (ma solo sulla carta): controlli e arresti

Operazione della Guardia di finanza di Salerno: sospensione del reddito di cittadinanza finora percepito per cinque persone. Facevano i contrabbandieri di sigarette

Nullatenenti sulla carta, perché così avevano dichiarato. E senza un lavoro. Per questo avevano ottenuto il sussidio del reddito di cittadinanza, ricevendo l'accredito delle somme mensili spettanti sulla card. In realtà, però, un "lavoro" ce l'avevano, se così si può definire: contrabbandavano sigarette, almeno stando alla ricostruzione dell'accusa. Cinque uomini tra i 50 e i 60 anni sono stati scoperti dalla Guardia di finanza insieme ai loro complici, in totale una banda di dodici persone nei confronti dei quali la procura di Salerno ha emesso altrettante ordinanze di custodia cautelare.

Reddito di cittadinanza, nullatenenti e senza lavoro (ma solo sulla carta): 5 nei guai

Per cinque degli indagati - quelli che percepivano il sussidio "anti povertà" indebitamente - è stata disposta anche la sospensione del reddito di cittadinanza finora percepito. La banda operava in alcuni comuni dell'agro nocerino sarnese. Tutto è nato dall'inchiesta sul contrabbando di tabacchi portata avanti dalla Guardia di finanza. Con le prove portate dai finanzieri, il gip del tribunale di Salerno ha disposto il carcere per nove indagati, a quattro ha concesso i domiciliari e ha emesso un divieto di dimora. Tutti devono rispondere di concorso in associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri.

Durante le perquisizioni dei finanzieri sono stati sequestrati anche trenta chili di sigarette illegali. Secondo stime della Guardia di finanza, la banda avrebbe movimentato e commercializzato, solo tra giugno e luglio 2018, almeno tre tonnellate di sigarette, di cui duecento chili oggetto di sequestro, generando volume d'affari illecito stimato in mezzo milione di euro.

Reddito di cittadinanza e "furbetti": i controlli e le pene

I controlli in tutta Italia per stanare chi percepisce indebitamente il reddito di cittadinanza continuano a colpire nel segno. La legge prevede pene molto severe per i cosiddetti "furbetti" del reddito di cittadinanza, anche la reclusione da due a sei anni per chiunque presenti dichiarazioni false, oppure ometta informazioni dovute. E' prevista invece la reclusione da uno a tre anni nei casi in cui si ometta la comunicazione all'ente erogatore delle variazioni di reddito o patrimonio, nonché di altre informazioni dovute e rilevanti ai fini della revoca o della riduzione del beneficio. In entrambi i casi, non solo è prevista la decadenza dal beneficio, ma chi ha frodato lo Stato dovrà restituire indietro quanto indebitamente percepito.

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