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Lunedì, 23 Maggio 2022
CRONACA

Ecco il redditometro: cos'è e come funziona

E' disponibile online il cosiddetto "redditest", presentato oggi dall'Agenzia delle Entrate: ecco cos'è e come funziona

Da oggi è disponibile online il cosiddetto redditometro, o "redditest", il software messo a punto dall'Agenzia delle Entrate per verificare la coerenza tra reddito familiare e spese sostenute. E' possibile scaricarlo dal sito dell'agenzia sul proprio pc senza lasciare alcuna traccia sul web (con la garanzia della privacy) per una sorta di controllo fai da te.

LE VOCI DI SPESA - Il misuratore del reddito nella nuova versione valuterà la capacità di esborso per risalire ai ricavi. Non ci saranno più i vecchi coefficienti - per esempio la barca non peserà più del camper - ma il sistema si baserà su 100 voci riconducibili a sette diversi gruppi (abitazioni, mezzi di trasporto, assicurazioni e contributi, istruzione, tempo libero e cura della persona, investimenti mobiliari e immobiliari netti e altre spese significative).

SEMAFORO ROSSO O VERDE - Il redditest è una sorta di spia che dovrebbe spingere a rivedere bene la propria dichiarazione per evitare di cadere sotto la lente del fisco. La verifica avviene sulla base delle spese più rilevanti, facilmente individuabili. I dati inseriti rimangono noti solo al contribuente e non ne rimane traccia sul web. Il sistema parla chiaro: se il risultato del test sarà una luce verde c'è la prova della congruità, altrimenti si accende un semaforo rosso, segno di una discrepanza tra reddito e tenore di vita.

Se il risultato è un evidente discostamento, il contribuente sarà innanzitutto chiamato a dare spiegazioni. Uno degli elementi d'innovazione, infatti, sta nella richiesta di dati e notizie per la ricostruzione sintetica del reddito, prima ancora di avviare il procedimento di accertamento ai fini della lotta all'evasione fiscale.


RISCHIO EVASIONE PER UNA FAMIGLIA SU 5 - Da una simulazione dell'Agenzia delle Entrate - proprio nel giorno di presentazione del nuovo Redditometro - sull'intera platea delle famiglie, oltre 4,3 milioni (circa il 20%) sostengono spese rilevanti non coerenti con i redditi dichiarati. La non coerenza - specifica l'Agenzia - non significa automaticamente evasione. Tra le famiglie non coerenti, sono numerose quelle che dichiarano redditi pressoché nulli a fronte di ricorrenti e rilevanti spese. Il contraddittorio, precisa l'Agenzia delle entrate, "potrebbe portare, comunque, la non coerenza a coerenza, oppure ridimensionare l'incoerenza". Tra le diverse categorie di reddito, inoltre, il tasso di irregolarità "è maggiore nel reddito d'impresa e nel reddito di lavoro autonomo", ha spiegato l'Agenzia delle entrate. Nel mirino del fisco, ci sono in particolare "fenomeni riconducibili a locazioni omesse o parzialmente dichiarati nonché a redditi in nero di lavoratori dipendenti". "Il nuovo redditometro, inteso come strumento di accertamento, è già pronto. Siamo in fase di approvazione del relativo decreto ministeriale e quindi sarà utilizzabile sicuramente a gennaio". Lo ha annunciato il direttore generale dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, presentando il nuovo redditometro. "Noi lo utilizzeremo con la massima cautela - ha precisato - e soltanto per le differenze eclatanti tra spese e reddito".

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