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Giovedì, 20 Giugno 2024
L'appello / Milano

Parla l'ex moglie di Renato Vallanzasca: "Sta male, non ricorda più nemmeno chi è stato"

Il Bel Renè ha compiuto 74 anni e sta scontando quattro ergastoli per rapine, omicidi e sequestro di persona. L'appello dalla sua ex: "Non era un santo, ma è malato. Nessuna giustificazione, ma neanche accanimento"

Renato Vallanzasca "non è più lui e non si ricorda neanche chi era. Vallanzasca è malato". Con queste parole l'ex moglie del Bel Renè, Antonella D'Agostino, lancia un appello affinché gli sia concesso di lasciare il carcere e andare in un struttura di cura perché "non muoia solo". 

La donna parla all'Ansa delle condizioni di salute di Valanzasca. Lo definisce "come direbbe lui 'fuori di testa'. Dopo quasi 50 anni di carcere faccio un appello affinché siano disposti a fargli passare gli ultimi anni della sua vita in un ricovero - aggiunge -. Cosa che i pochi che gli sono rimasti vicini senza nessun interesse, chiedono alle autorità competenti. Non voglio parlare del fine che dovrebbe avere la detenzione, il reinserimento nella società, perché per quello non c'è mai stato e non ci sarà certo speranza adesso - scrive ancora -. Ma almeno per farlo vivere con quel che resta nella sua mente annebbiata uno scorcio di vita un po' più umano".

"Lancio un appello, l'ennesimo, perché la giustizia consideri saldato quel conto con Renato - prosegue Antonella D'Agostino -. Non era uno stinco di santo e non lo sarà mai, ma ha pagato più di serial killer e spietati aguzzini per un'indomita sfacciataggine oltre che per reati che, lo voglio ricordare, ha compiuto in poco più di due anni di vita criminale. Nessuna giustificazione. Ma neanche accanimento". Antonella D'Agostino vive in Campania e spiega di essere impegnata in prima persona nel cercare "un ricovero per quel mio ex marito di cui sono stata amica da sempre". 

Renato Vallanzasca ha compiuto 74 anni il 4 maggio. È stato protagonista della mala milanese negli anni Settanta e Ottanta e si trova nel penitenziario di Bollate, dove sta scontando quattro ergastoli per rapine, omicidi e sequestro di persona. Da mesi i suoi legali stanno cercando di tirarlo fuori di prigione per le sue condizioni di salute. I medici di Opera, dove era in precedenza recluso, avevano parlato di "lento decadimento cognitivo". La Cassazione ha già detto "No" una volta alla scarcerazione, Secondo i legali dell'ex bandito della Comasina, ora le condizioni sono ulteriormente peggiorate, hanno anche chiesto la nomina di un amministratore di sostegno.

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