Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca Lecce

Referendum, Renzi e Napolitano "denunciati" per l'invito all'astensione

La querela per l'invito all'astensione è stata presentata presso la stazione dei carabinieri di Racale (Lecce) da un cittadino 60enne, residente nella frazione Torre Suda

RACALE (LECCE)Ha deciso di denunciare il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e l’ex presidente della Repubblica e senatore a vita, Giorgio Napolitano, ai sensi dell’articolo 98 del testo unico del 1957. La querela è stata presentata presso la stazione dei carabinieri di Racale da un cittadino 60enne, residente nella frazione Torre Suda.

Le immagini della denuncia presentate questa mattina stanno facendo il giro del web in queste ore. Oggetto della discordia è il referendum. O meglio, l’invito espresso ad astenersi al voto sulla durata delle concessioni per lo sfruttamento dei giacimenti entro le 12 miglia.

Secondo l’articolo in questione "il pubblico ufficiale, l'incaricato di un pubblico servizio, l'esercente di un servizio di pubblica necessità, il ministro di qualsiasi culto, chiunque investito di un pubblico potere o funzione civile o militare, abusando delle proprie attribuzioni e nell'esercizio di esse, si adopera a costringere gli elettori a firmare una dichiarazione di presentazione di candidati od a vincolare i suffragi degli elettori a favore od in pregiudizio di determinate liste o di determinati candidati o ad indurli all'astensione, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da lire 600.000 a lire 4.000.000". 

Diverse testate e blog a livello nazionale hanno parlato di questi inviti a non recarsi alle urne. C’è chi assume la questione molto seriamente e chi un po’ meno, commenta LeccePrima. Molto sul serio sembra, questo è certo, aver preso l’argomento proprio il cittadino del sud Salento.

A Renzi e Napolitano, infatti, imputa di aver abusato della loro funzione, esortando “pubblicamente, attraverso televisione e stampa nazionale, il popolo italiano all’astensione dal referendum del 17 aprile 2016”.

Un passaggio in particolare cela una nota dolente, laddove il cittadino parla di ‘decaduta democrazia’. “Vale la pena sottolineare – dice – che il referendum popolare è uno strumento dell’ormai decaduta democrazia e la conseguente partecipazione è un diritto-dovere dell’elettore. Nessuna ragione poteva indurre i querelati ad assumere un siffatto atteggiamento”.

Nella sua denuncia, il 60enne sembra quasi lanciare un sfida quando aggiunge: “Se poi gli stessi, forti della loro posizione, credono nell’impunibilità, sarà il caso che l’Onorevole Procura di competenza li smentisca. Chi scrive parte dall’assunto che per primi i massimi esponenti dello Stato dovrebbero essere ligi ai dettati legislativi e soprattutto costituzionali”.

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