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Sabato, 28 Gennaio 2023
Cronaca

Bufera in Rai: Report rischia lo stop dopo la puntata sui vaccini

Viale Mazzini apre un'istruttoria sul servizio di Report sul vaccino contro il papilloma virus. Il conduttore e autore Sigfrido Ranucci replica: "Se la Rai ci ferma è gravissimo"

La Rai finisce nella bufera per la puntata di Report sui vaccini. Dopo le polemiche seguite alla messa in onda, circolano voci su una possibile sospensione del programma ora affidato a Sigfrido Ranucci, come scrive Repubblica. L'ad Antonio Campo dall'Orto ha il dossier sul suo tavolo e non è escluso che possa davvero sospendere la trasmissione. La pratica passerà anche a Daria Bignardi, direttrice di RaiTre, per valutare insieme eventuali azioni.

Ranucci intanto si difende: il servizio andato in onda su Report "non è contro l'utilità generale dei vaccini", che sono la "scoperta più importante, in termini di prevenzione, degli ultimi 300 anni", senza quindi mettere in dubbio lo strumento generale della vaccinazione ma ponendo altre questioni: "Abbiamo parlato di farmacovigilanza: cosa accade quando ti inietti il vaccino e hai una reazione avversa”, come spiegato da un comunicato della redazione del programma pubblicato su Facebook. 

Fermare Report "sarebbe gravissimo", dice poi Ranucci intervistato da Repubblica sulle indiscrezioni sul possibile stop della Rai al programma dopo le polemiche sul servizio sui vaccini e per la querela ricevuta da Robero Benigni per quello sui suoi studi cinematografici a Papigno, andata in onda nella stessa serata. "Report non è di Sigfrido Ranucci, è dei cittadini che pagano il canone. Ci tirano per la giacchetta di qua e di là, a seconda di dove tira il vento della politica”. Su Benigni Ranucci è lapidario. “Mi ha sorpreso. Non abbiamo mai detto – sottolinea- che ha usufruito di finanziamenti pubblici per ristrutturare gli studi di Papigno. Abbiamo tutte le carte”.

Quanto ai vaccini, “io ho fatto vaccinare mia figlia. Ma vogliamo parlare anche delle controindicazioni?. La cosa peggiore è non dare tutte le informazioni. C’erano dati che non collimavano e noi abbiamo cercato di capire perché. Nessuno ha mai messo in discussione l’utilità dei vaccini, anzi, all’inizio della puntata ho detto esattamente il contrario. Chi ci accusa di questo non ha visto la trasmissione. Vogliamo registrare anche le reazioni di chi si è vaccinato e è rimasto inchiodato sulla poltrona?".

“La diffidenza – denuncia Ranucci- aumenta quando sei poco trasparente e fai la lotta alla corruzione. La confusione vera è sui dati dei decessi, sulle persone che si ammalano dopo la vaccinazione. Abbiamo fatto luce su come funziona la farmaco-vigilanza: entro 36 ore le eventuali reazioni avverse ai vaccini vanno segnalate, ma non sempre accade. Non ce lo siamo inventato noi, abbiamo raccolto le testimonianze. Vogliamo riflettere sui numeri? Abbiamo ripercorso tutta la vicenda, abbiamo dato la parola a persone che non erano riuscite a segnalare la loro reazione avversa. Saranno anche pochi casi, ma per questo devono essere abbandonati? Credo di no. Il servizio pubblico deve seguirli”.

Intanto Grillo e il suo blog si schierano dalla parte della trasmissione di RaiTre lanciando l'hashtag #IoStoConReport perché "l'informazione libera non si tocca". 

“Il Pd – si legge in un post pubblicato sul blog del leader del MoVimento 5 stelle – non è intoccabile. L’Unità non è intoccabile. Benigni non è intoccabile. L’Ema (European Medicines Agency, ndr) non è intoccabile. La libera informazione invece è intoccabile. Report non chiuderà a causa della censura di regime che contamina altri programmi Rai (come il Tg1), il Pd impari a rispettare l’informazione indipendente”.

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