Mercoledì, 14 Aprile 2021
Reggio Calabria

Riace, vittoria "a metà" per Domenico Lucano: via i domiciliari, ma c'è il divieto di dimora

Arriva il divieto di dimora per il sindaco, oggi sospeso: "Cosa ho fatto di male per non stare nel mio paese dopo che ci ho messo l’anima?". Bonelli (Verdi): "Al confino come i mafiosi"

Sono stati revocati i domiciliari al sindaco, sospeso, Mimmo Lucano per il quale è arrivato però il divieto di dimora a Riace. Questa la decisione del Tribunale del Riesame depositata nella serata di ieri, giorno stesso dell'udienza. Il primo cittadino del piccolo comune calabrese era finito agli arresti domiciliari il 2 ottobre per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e fraudolento affidamento diretto del servizio di raccolta dei rifiuti. Lucano torna sì libero ma allo stesso tempo non potrà risiedere nella cittadina di cui era alla guida.

Anche per la sua compagna, Lemlem Tesfahun la misura cautelare sarebbe stata affievolita. La donna, che dal 2 ottobre scorso ha il divieto di stare a Riace non solo potrà tornare a Riace, ma sarà obbligata a starci con tanto di obbligo di firma."Un po’ sono contento perché è come sentire di nuovo la libertà, ma non posso non essere amareggiato – dice dalla casa che presto dovrà lasciare- Cosa sono un criminale? La mia paura è che tutto questo sia diventato un fatto politico, che adesso ci sia l’obbligo di stritolarmi".

L'amarezza è palpabile: "Io non ne capisco di diritto ma tutto questo mi sembra assurdo. Forse ho sbagliato a dire che avremmo comunque mantenuto in vita il sistema Riace senza finanziamenti pubblici, che avremmo fatto accoglienza spontanea. Cosa ho fatto di male per non stare nel mio paese dopo che ci ho messo l’anima?”.

Lucano: "Andremo avanti lo stesso"

Prima ancora della decisione del Tribunale Lucano aveva  parlato del suo modello di accoglienza e si è detto fiducioso nel poter continuare questa esperienza. "A Riace - ha dichiarato il primo cittadino - anche senza contribuiti pubblici andiamo avanti lo stesso. Da soli andremo avanti; perché nel corso degli anni abbiamo costruito dei supporti all`integrazione che oggi fanno la differenza. Con la solidarietà internazionale faremo l`accoglienza spontanea senza gli Sprar. Vogliamo uscire dallo Sprar questo voglio dire al Governo. Dobbiamo recuperare le risorse per i servizi già svolti dopodiché possiamo andare avanti. Non voglio più avere a che fare a chi non ha fiducia e avere a che fare con questo Governo che spesso non rispetta i diritti umani".

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Salvini: "Irregolarità evidenti"

"Chi c'era prima di me al Ministero dell'Interno, di ben altro colore politico, aveva già iniziato delle inchieste e sollevato dei dubbi e delle perplessità. Ci sono state evidentemente delle irregolarità, perché altrimenti noi non avremmo chiesto trentaquattro chiarimenti". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, intervenuto ai microfoni di Rai Radio2 al programma "I Lunatici", in diretta ogni notte dall'1.30 alle 6.00 del mattino, commentando la revoca dei domiciliari e il divieto di dimora a Riace nei confronti del sindaco Mimmo Lucano.

"Vogliamo solo che vengano rendicontate le spese effettuate, visto che si tratta di denaro pubblico. Se poi un giudice dice che non può mettere piede nel proprio Paese, evidentemente Lucano non è un eroe dei tempi moderni. O è stato distratto o non so che altro. Comunque, quando vado in Calabria la gente mi chiede più lavoro, non più immigrati", ha concluso Salvini.

Le reazioni

"Con la decisione di divieto di dimora decisa dal tribunale del riesame il sindaco di Riace dagli arresti domiciliari passa al confino, come veniva fatto con i mafiosi o gli ndranghetisti. L'Italia e' un paese che ha perso il senso della misura ostaggio di un clima di propaganda e paura". Lo dichiara Angelo Bonelli dei Verdi.

"La revoca dei domiciliari restituisce la libertà a Mimmo Lucano ma non ferma la battaglia legale e civile perché possa continuare e possa rafforzarsi l'esperienza di Riace e la cultura di accoglienza e convivenza diffusa che essa rappresenta - ha dichiarato Leoluca Orlando - Ho già espresso a Mimmo Lucano, come hanno fatto i sindaci di tante città fra cui Parigi, la mia solidarietà e la volontà di dare vita ad iniziative coerenti con il coinvolgimento di comuni di tutta Europa. Gli ho anche rivolto l'invito a venire a Palermo, già nei prossimi giorni e in occasione del Festival delle letterature migranti, per condividere la sua storia ed esperienza e costruire insieme un percorso che trova nelle comunità ed amministrazioni locali la sua forza".

Si affida a Dante Roberto Saviano: “Vien dietro a me, e lascia dir le genti: sta come torre ferma, che non crolla già mai la cima per soffiar di venti. #ForzaMimmo", scrive su Twitter.

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