Lunedì, 1 Marzo 2021
Bologna

"Ho fatto solo il mio dovere, ecco come ho capito cosa stava per succedere"

Il 31enne Riccardo Muci, di Copertino, è stato tra i primi ad intervenire sul luogo dell'incidente. Ieri ha ricevuto la visita del premier Giuseppe Conte in ospedale

Riccardo Muci e il premier Giuseppe Conte

"Io sono Riccardo, sono un poliziotto e ho fatto solo il mio dovere", dice dal letto di ospedale. A parlare è Riccardo Muci, 31enne di Copertino in provincia di Lecce, uno dei primi poliziotti ad intervenire sul luogo dell'incidente a Bologna e per questo rimasto ferito. E' rimasto ustionato per soccorrere le persone coinvolte nella terribile esplosione sulla A14 dopo il tamponamento tra un'autocisterna che trasportava materiale infiammabile e un altro mezzo che stava marciando sulla carreggiata.

Riccardo Muci, il poliziotto-eroe di Bologna

Il poliziotto è rimasto ferito a Borgo Panigale mentre interveniva per mettere in sicurezza le persone sotto il cavalcavia, si legge sull'account Twitter della Polizia, che ha pubblicato la foto della stretta di mano con il premier Giuseppe Conte, all'ospedale Bufalini di Cesena. L'agente - in forze alla questura di Bologna - è ricoverato nel reparto grandi ustionati ma non è in pericolo di vita. Il 31enne era in turno dalle 13 alle 19 quando - poco dopo le 14 - è intervenuto per allontanare tutti i passanti dal luogo dell'incidente, a pochi metri dal viadotto poi parzialmente crollato, trovandosi sul posto al momento dell'esplosione dell'autocisterna. La tempestività, il sangue freddo e il coraggio messi in campo dal poliziotto salentino - da più parti definito eroe - hanno così evitato il peggio. Muci è riuscito a bloccare il traffico in entrambe le direzioni e poi ha urlato ai presenti che stavano facendo video e foto di allontanarsi. Si trovava a pochi metri dal ponte quando c'è stata l'esplosione in cui è rimasto ferito.

Riccardo Muci, così ha evitato la strage

A poche ore da quell'inferno racconta: "Mi lusinga l'appellativo di eroe ma sono sicuro che qualunque altro poliziotto o carabiniere che si fosse trovato in quella situazione avrebbe fatto quel che ho fatto io: cercare di garantire la sicurezza dei cittadini". E continua: "Ero con il mio collega, come capo equipaggio della Volante, ed eravamo impegnati in un regolare servizio di controllo del territorio a Borgo Panigale. Poi abbiamo visto da lontano tutto quel fumo sulla tangenziale e ci siamo avvicinati. Abbiamo chiamato la centrale operativa, che era già stata informata della situazione, e abbiamo fornito tutti i particolari che riuscivamo a vedere dalla nostra posizione, per dare quanti più elementi possibile alle squadre di soccorso".

Incidente Bologna, identificata l'unica vittima

Il poliziotto ha detto di aver capito in anticipo cosa stava per succedere grazie all'odore acre nell'aria che ha avvertito prima dell'esplosione: "Con l'adrenalina in corpo sono riuscito ad alzarmi e con la schiena bruciata ho continuato a far allontanare la gente. Il mio collega mi ha gettato dell'acqua sulla schiena e insieme a lui e ai carabinieri di Borgo Panigale siamo riusciti a portare i feriti nella caserma dell'Arma".

Incidente Bologna, la chiamata in Questura di Riccardo Muci

Qui sotto, l'audio concitato di una delle telefonate arrivate alla Sala operativa della questura di Bologna e la comunicazione radio del poliziotto Riccardo Muci impegnato nella gestione della viabilità prima dell'esplosione a Borgo Panigale (Video Polizia di Stato - Attenzione: le immagini che seguono potrebbero urtare la vostra sensibilità).

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