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Mercoledì, 26 Gennaio 2022
Tra Napoli e Caserta

Business dei rifiuti, aste truccate nei comuni: i "nomi eccellenti" dell'indagine

Le indagini dei carabinieri del Noe e della Dda sui bandi di gara per lo smaltimento dei rifiuti

Cinque persone sono finite ai domiciliari e una è in carcere nell'ambito di un'indagine sul settore dei rifiuti, che ha visto coinvolti imprenditori ed esponenti della pubblica amministrazione tra Napoli e Casert. Gli inquirenti parlano della "esistenza di un sistema collaudato, con ruoli ben definiti e metodologie ormai rodate in anni di attività, creato allo scopo di ottenere bandi di gara di comodo e ritagliati sulle esigenze privatistiche degli imprenditori coinvolti nel settore della raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti urbani, in relazione ad appalti anche di centinaia di milioni di euro".

È finito in carcere l'imprenditore Carlo Savoia, mentre sono a domiciliari  il suo braccio destro Gennaro Cardone, Marcello Iovino, ex dirigente del Comune di Caserta, Giuseppe D'Auria, funzionario del settore Ambiente, il sindaco di Curti Antonio Raiano e Igino Faiella, comandante della polizia municipale di Curti. Sono indagati a vario titolo, dei reati di "turbata libertà degli incanti", "turbata libertà dei procedimenti di scelta del contraente", "falsità in atti pubblici", in particolare di verbali nomina di Commissioni giudicatrici di gare, e "attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti".

Le indagini sono state svolte a partire dal 2017 dal servizio centrale del comando dei carabinieri per la Tutela ambientale e la transizione ecologica con il coordinamento della Procura della Repubblica-Dda di Napoli

Saranno le successive fasi del procedimento, precisano i carabinieri, "a stabilire se i soggetti indagati siano o meno responsabili delle condotte delittuose loro attribuite, in ogni caso gli elementi indiziari acquisiti dagli investigatori nel periodo di indagini circa le modalità di affidamento e gestione dei bandi di gara da parte di diversi Comuni delle province di Napoli e Caserta, sono basati su una serie di elementi obiettivi e tra loro convergenti, tra cui intercettazioni telefoniche e soprattutto ambientali supportate da servizi di osservazione, perquisizione e sequestri di notevole documentazione anche informatica". Nel corso del procedimento, inoltre, sono già stati effettuati interrogatori di diversi indagati, già destinatari di perquisizioni.

Savoia, imprenditore legato a Nicola Cosentino e operante da tempo nel settore dei rifiuti, avrebbe tentato di "turbare" 44 gare di rifiuti in decine di comuni non solo della provincia di Caserta, ma anche in quelle vicine, ma solo per i comuni di Caserta, Aversa, Curti, Lusciano e Cardito ci sarebbero riscontri. Altri i nomi eccellenti dell'indagine, come ad esempio Pasquale Vitale, avvocato casertano che all'alba dell'inchiesta si dimise da vicepresidente del Cda di Agrorinasce, per il quale il gip ha rigettato la richiesta di applicazione della misura cautelare. Secondo gli inquirenti Vitale avrebbe fatto da trait d'union tra Savoia ed il sindaco di Caserta Carlo Marino (per il quale non è stata avanzata richiesta di custodia cautelare) facendo da intermediario per la gara da aggiudicare alla Xeco di Savoia. Tra gli altri l'ex assessore di Aversa Paolo Galluccio (per il quale la Procura non ha avanzato richiesta di custodia cautelare) coinvolto nella contestata turbativa della gara rifiuti a favore del consorzio Cite di cui la Xeco di Savoia era parte. 

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