Sabato, 24 Luglio 2021
Ancora emergenza / Roma

Allarme rifiuti: a Roma mascherina anche contro i miasmi della spazzatura

Il presidente dell'ordine dei medici della capitale ha scritto a Raggi, Zingaretti e Cingolani, denunciando il rischio di una crisi igienica. Lo stop a due impianti che ricevono gli scarti della capitale hanno gettato la città nell'ennesima emergenza: entro il 1° agosto la scelta della discarica o sarà commissariamento

Ci risiamo: è allarme rifiuti a Roma. "Siamo costretti ad usare ancora le mascherine per proteggerci non solo dal Covid ma anche dai miasmi provenienti dalla spazzatura", denuncia il presidente dell'ordine dei medici di Roma, Antonio Magi, che ha scritto al presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti, alla sindaca Virginia Raggi, al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani e al prefetto di Roma Matteo Piantedosi sottolineando "il rischio di crisi igienica dovuta alla grave situazione dei rifiuti". Magi auspica il superamento di "reciproche diffidenze" in modo da trovare "la soluzione definitiva del problema rifiuti".

"Come già accaduto in passato - scrive Magi alle autorità competenti - mi trovo costretto per l'ennesima volta a denunciare la grave situazione dei rifiuti in cui versa la città con interi quartieri invasi dalla spazzatura e cittadini costretti a fare lo slalom tra cassonetti stracolmi, sacchetti abbandonati per strada e una fauna che si nutre di questo scempio. Questa condizione specie davanti ad ospedali, scuole, centri commerciali, parchi pubblici e aree residenziali, rischia di creare un grave problema di sanità pubblica della quale, cittadini ed istituzioni, ognuno per le proprie competenze, più o meno dirette, dovrà farsi carico portando ad una immediata e definitiva soluzione del problema".

Secondo il presidente dell'ordine dei medici di Roma, dopo l'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia la capitale d'Italia "è ora ad un passo da una nuova crisi igienica". "La situazione è tale - aggiunge Magi - che i romani, in controtendenza rispetto a tutto il resto del Paese, rischiano di dover portare le mascherine ancora a lungo, anche all'aperto, per proteggersi dai miasmi che provengono dai rifiuti lasciati marcire al sole sotto queste temperature torride. È inconcepibile che a distanza di oltre due anni, dalla mia prima analoga comunicazione, era il mese di gennaio 2019, la città di Roma, la capitale di uno dei Paesi orgogliosamente appartenente al gruppo dei G8, non abbia ancora risolto il problema dei rifiuti. Spiace constatare che l'emergenza continui e, come si legge sui giornali, continua anche il rimpallo di responsabilità tra le istituzioni coinvolte che certamente non ha aiutato in passato ed evidentemente non aiuterà neanche oggi a risolvere la grave situazione una volta per tutte".

L'emergenza rifiuti a Roma

Ma cosa sta succedendo a Roma? La capitale soffoca tra i rifiuti, con le strade ancora una volta invase dall'immondizia. Come spiega RomaToday, il fragile sistema su cui si reggeva la gestione dei rifiuti della città è collassato, proprio quando sembrava che una soluzione (almeno temporanea) fosse stata trovata con lo smaltimento dei rifiuti in altre regioni. Lo stop per alcuni interventi di manutenzione straordinaria al Tmb di Ecologia Viterbo e quello della società Cermec in Toscana hanno mandato in tilt la filiera.

Roma è senza sbocchi e l'Ama - l'azienda che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti - non sa dove conferire. Così i rifiuti restano a terra, accumulati intorno ai cassonetti. Montagne di sacchetti della spazzatura destinate a crescere: fino a domenica si stimano circa 1600 tonnellate di immondizia che non potranno essere raccolte. Rifiuti nuovi sopra quelli vecchi, impossibili da recuperare. Roma non è autosufficiente e per "sopravvivere" ai propri rifiuti, per completare il ciclo, deve rivolgersi altrove. Una dipendenza da terzi che rende l'intero sistema precario, troppo per scongiurare crisi cicliche.

Un tema a cui stanno cercando di trovare soluzione il ministero dell'Ambiente, la regione Lazio, la Città metropolitana e lo stesso Campidoglio, insieme al prefetto di Roma, Matteo Piantedosi. Il tempo stringe e la capitale è costretta ad inseguire l'emergenza. Da una parte la ricerca di aree idonee in cui realizzare il nuovo Tmb (impianto di trattamento meccanico biologico) e la discarica di Roma, dall'altra la ricerca di invasi già autorizzati in cui conferire gli scarti nell'immediato. Se la giunta Raggi non dovesse procedere all'individuazione del sito per la discarica, l'1 agosto sarà commissariata dalla regione Lazio.

La spregiudicata narrazione di Virginia Raggi sull'emergenza rifiuti
 

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