Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca Pescara

Rigopiano, all'asta vino e champagne salvati dalla valanga: la rabbia delle famiglie

La replica del curatore fallimentare: "Nessun collegamento tra beni all'asta e valanga". Nel 2017 morirono 29 persone, tra clienti e dipendenti

Scoppia un nuovo caso dopo la scoperta di un'asta sulle bottiglie di vino e di champagne della cantina dell'hotel Rigopiano, alcune delle quali aggiudicate, a quanto pare, a 1.800 euro. Sul sito "Aste Giudiziarie" è possibile acquistare il "tesoro" salvato dalla valanga che nel 2017 uccise 29 persone, tra clienti e dipendenti. A renderlo noto è l’avvocato Romolo Reboa che insieme ai legali Gabriele Germano, Massimo Reboa, Silvia Rodaro, Maurizio Sangermano e Roberta Verginelli assiste le famiglie di quattro vittime della tragedia dell'hotel Rigopiano di Farindola (in provincia di Pescara).

Rigopiano, all'asta il "tesoro" dell'hotel scampato alla valanga

"Il 30 ottobre scorso a Pescara si è tenuta un'asta delle bottiglie di vino pregiato che si trovano nell'hotel e si sono salvate dalla valanga. Le ha messe in vendita - dice Reboa - il curatore del Fallimento 70/2010, Del Rosso srl, mentre non è conosciuto chi farà il macabro brindisi al prezzo di aggiudicazione di 1.800 euro e ha partecipato per rilanciare, dato che il prezzo base era di 700 euro. L’annuncio è apparso sul sito Aste Giudiziarie. Dalla lettura della perizia allegata al bando d'asta (Cod. 2814910) emerge però che sono in vendita anche moltissimi beni mobili dell'hotel Rigopiano, la cui asta però è andata deserta".

Sono diversi gli articoli acquistabili: mobili, vini, champagne e arredi della Spa. Reboa sottolinea che "ciò che ha sconvolto i miei assistiti è che vi è stata una macabra asta che ha visto più persone competere per assicurarsi le bottiglie della cantina della morte".

Rigopiano, la replica del curatore fallimentare

Il curatore fallimentare - l'avvocato Sergio Iannucci - ha così replicato all'Adnkronos: "Il discorso non è in questi termini, si tratta - ha spiegato - di beni della società che gestiva l'albergo che era debitore nei confronti della procedura fallimentare e che sono stati ceduti a pagamento di parte del debito, non avendo altre risorse per pagarlo. Io, di conseguenza, con l'autorizzazione del giudice, li sto mettendo in vendita. Non c'è alcun collegamento tra i beni all'asta e le vicende che riguardano la valanga che ha poi travolto l'albergo, così come non c'entrano le vittime. Sono commenti speculativi. Tra l'altro, nell'area che è sotto sequestro - ha sottolineato il curatore - noi siamo entrati con autorizzazione della Procura della Repubblica e del Gip insieme ai carabinieri. Il fallimento è estraneo alle vicende dell'albergo, ripeto, perché di proprietà di terzi".

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