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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Rigopiano, vigili del fuoco allo sbaraglio: "In pochi, al gelo e male equipaggiati"

Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, punta il dito contro la gestione della prima emergenza: "La notte successiva alla slavina c’erano meno di 25 vigili del fuoco. Ce ne volevano almeno duecento. E bisognava costruire subito un campo base"

I vigili del fuoco? Mandati allo sbaraglio, in poche unità e senza un’attrezzatura adeguata. E’ una furia Antonio Brizzi, segretario generale del Conapo, sindacato autonomo del corpo, che interpellato da Today spiega cosa non ha funzionato al Rigopiano, al di là della versione ufficiale e delle dichiarazioni di facciata. "Quella notte lì - dice riferendosi ai soccorsi prestati subito dopo la slavina - c’erano meno di 25 vigili del fuoco. Ce ne volevano almeno duecento pronti a darsi il cambio".

E invece? "E invece ci dicono tutti 'bravi', però io mi sono rotto le scatole… Molti dei nostri uomini sono stati mandati lì senza una divisa adatta a queste temperature". E non è tutto. "Basta guarda le immagini trasmesse dai tg per rendersi conto che al Rigopiano c’erano sono sopratutto uomini del pronto soccorso alpino. Per carità, loro fanno un lavoro encomiabile, ma il nostro è l’organo ufficiale dello Stato specializzato nel soccorso tecnico urgente. In quelle condizioni ci vogliono solo vigili del fuoco". 

Cosa si sarebbe potuto fare di diverso? 

Avrebbero dovuto costruire un campo base dove chi scavava poteva rifocillarsi. Le ripeto: nelle prime ore ci volevano almeno duecento persone pronte a darsi il cambio. Dovevano essere montati fari e gruppi elettrogeni per lavorare di notte, sono tutti mezzi nelle disponibilità del corpo dei vigili del fuoco. Le guerre si vincono anche con la logistica. Ai vigili che scavavano in condizioni non è stato servito neppure un pasto caldo, solo panini. (Ndr: in basso un video girato da un drone mostra le prime operazioni di soccorso).

È mancato un po’ di decisionismo? Chi ha sbagliato? 

Questo non spetta a me dirlo, però vi dico che in condizioni di emergenza i vigili del fuoco sono capaci di fare la differenza. Noi siamo il primo organo della protezione civile, al momento opportuno dovrebbero metterci in condizioni anche di dare degli ordini. In questi casi i vigili del fuoco dovrebbero essere sovrani. Quando c’è una guerra ci deve essere un generale, lì non c’era un generale. 

Cosa le fa più rabbia in questo momento? 

Il trattamento che il nostro corpo continua a ricevere. Parliamo anche di soldi. Tra noi e un poliziotto c’è una differenza che va dai 300 ai 700 euro mensili, non abbiamo preso neanche gli 80 euro! Il corpo dei vigili deve essere inserito nel comparto sicurezza al pari degli organi di polizia. È una proposta che ci venne fatta già nel 2003 dal sottosegretario Balocchi, ma allora fu rifiutata dai sindacati. Una decisione incomprensibile. 
 

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