Lunedì, 21 Giugno 2021
L'inchiesta

Calabria, "rimborsi truffa in Regione": tre consiglieri ai domiciliari

Nell'operazione "Erga Omnes" scoperte spese pazze per i gruppi consiliari dal 2010 al 2012, con rimborsi alcune volte anche raddoppiati. E' stato disposto il divieto di dimora per cinque consiglieri. Ventisette le persone indagate

ROMA - "Soldi pubblici per acquistare olio, detersivi e gratta e vinci", scrivono gli inquirenti. Tutto sarebbe stato addebitato in maniera irregolare alla Regione. La Guardia di finanza ha arrestato e disposto i domiciliari per tre consiglieri regionali della Calabria, mentre per altri cinque politici regionali è scattato, su ordine della Procura di Reggio Calabria, il divieto di dimora.

LE ACCUSE - Le Fiamme gialle hanno anche sequestrato due milioni e mezzo di euro a ventisette indagati. L'accusa, per tutti, riguarda le spese pazze dei gruppi consiliari dal 2010 al 2012,con, in alcuni casi, anche doppi rimborsi. Secondo la procura calabrese, ci sarebbe stata anche una doppia documentazione per poter chiedere i rimborsi gonfiati. Nel mirino dell'operazione "Erga omnes" ci sono i movimenti bancari dei gruppi consiliari dal 2010 al 2012. Già nel 2013 c'era stato un altro blitz dei finanzieri per spese irregolari. Secondo l'accusa, i gruppi addebitavano alla Regione un po' di tutto: "Gratta e vinci", detersivi, viaggi all'estero, tablet, cene, cellulari. Tutte spese ufficialmente sostenute per le attività istituzionali ma che, secondo la Guardia di finanza, sono difficilmente giustificabili.

Tra gli indagati c'è anche il senatore di Ncd Gianni Bilardi. Come da prassi, la procura di Reggio Calabria ha chiesto l’autorizzazione a procedere alla giunta del Senato. Domiciliari anche per l'assessore ai Trasporti alla Regione Nino De Gaetano, del Pd, e per l'ex assessore regionale (sempre ai trasporti) Luigi Fedele.

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