Salvini aveva promesso 600.000 rimpatri: a che punto siamo

Il ministro dell'interno Matteo Salvini ha convocato una riunione al Viminale annunciando nuovi decreti ma i 5 stelle attaccano: "Rimpatri al palo". Ecco come stanno davvero le cose in tema di immigrazione

Dopo il caso di Torino e Roma, e sull'onda degli attentati in Sri Lanka, dopo le polemiche scoppiate con gli alleati di governo del Movimento 5 stelle sulle questioni di sicurezza e rimpatri, il ministro dell'interno Matteo Salvini ha convocato una riunione al Viminale "su immigrazione, terrorismo ed estremismo islamico, sbarchi ed espulsioni, per lavorare a nuovi decreti, accordi e direttive a tutela della sicurezza, dei confini e dei diritti degli Italiani".

Il tema migranti, sempre caldo dopo il caso Diciotti, e le polemiche con le Ong straniere Sea Watch, Sea Eye e italiane alla guida di Mare Jonio, ritorna al centro dell'agenda politica in vista delle elezioni del prossimo 26 maggio. Sono i temi di cronaca che sobillano la politica, ma anche le altisonanti promesse elettorali. Ricordiamo infatti che appena lo scorso anno durante la campagna elettorale Salvini ipotizzava di reimpatriare mezzo milione di immigrati, un'ipotesi calata in tandem con il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che per primo parlava di "630mila immigranti di cui solo il 5% ha ottenuto lo status di rifugiato"

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Un'ipotesi, quella delle espulsioni, apparsa sin da subito inverosimile. L'Agenzia delle frontiere esterne della Ue Frontex si era affrettata a spiegare la dimensione di ciò che è fattibile, snocciolando il numero complessivo dei migranti irregolari rimpatriati nel 2017: 150mila persone, ma in tutta l'Unione Europea. Per aumentare i rimpatri servono "risorse e personale".

Servono infatti accordi di reammissione con i paesi di origine e transito dei migranti, un punto debole nelle politiche europee di contrasto all'immigrazione irregolare. Ad esempio al momento solo 17 paesi hanno firmato accordi di rimpatrio, che, peraltro, prevedono in molti casi l'esborso di soldi per far sì che le autorità dei paesi terzi accettino i propri cittadini. 

Per aumentare i rimpatri infatti ci vogliono accordi bilaterali difficilissimi da concordare, e i respingimenti sono illegali. 

Da quando Salvini è diventato ministro dell’Interno gli accordi per i rimpatri sono rimasti gli stessi già esistenti: Nigeria, Tunisia, Egitto e Marocco. Mancano ancora accordi con Bangladesh, Senegal e Iraq, ad esempio, Paesi d’origine del 54% dei migranti arrivati in Italia nel 2019.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala nel marzo scorso era stato il primo a mettere in dubbio le capacità del governo di attivare il protocollo dei rimpatri, spiegando come solo l'1% dei 600mila promessi è stato effettuato.

Quanti sono stati i rimpatri nell'ultimo anno

Sono 1.267 dal 1° gennaio 2018 ad oggi gli stranieri che volontariamente hanno lasciato il territorio italiano rientrando nel proprio paese di origine con i Fondi per Asilo, Migrazione e Integrazione. Da Aprile si è tuttavia concluso il progetto AVRIT, realizzato dal Ministero dell’Interno, Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione e implementato dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM). La misura benché sponsorizzata dall’Europa -perché meno onerosa e traumatica rispetto ai rimpatri forzati- ha cifre minime in confronto a quanto fatto da altri Paesi europei: nel 2018 la Germania, che da sola effettua quasi un quarto dei rimpatri totali in Europa, ha rimpatriato volontariamente quasi 30mila persone.

Per quanto riguarda i rimpatri forzati nel 2018 dal primo gennaio al 31 maggio sono stati 2.833, mentre dal primo giugno al 9 dicembre 2018 sono saliti a 3.626. Per un totale di 6.459 rimpatri. Ben al di sotto dei 100 mila all’anno necessari a raggiungere, nell’arco di una legislatura, la cifra promessa da Salvini. 

Sempre in riferimento al 2018 occhio ai costi: come si vede dalle schede dei voli di rimpatrio nel 2018 il Viminale ha liquidato 86 voli di rimpatrio per una spesa media di 50/60mila euro a volo. 

Infine secondo gli ultimi dati comunicati dal Viminalerimpatri nel 2019, dall'inizio dell'anno al primo Febbraio, sono 636 di cui 221 rimpatriati con accompagnamento alla frontiera.

Aggiornamento: il ministro dell'interno Matteo Salvini ha comunicato alcuni numeri ufficiali: dal primo gennaio 2019 al 24 aprile 2019 sono sbarcati in Italia 666 migranti mentre sono 2.053 i rimpatriati, 437 i riammessi nei paesi di provenienza, 3.078 i respinti alla frontiera. 

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I rimpatri fino a settembre 2018 Fonte: Sole 24 Ore

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