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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Arezzo

Perché la famiglia di Guerrina Piscaglia chiede un maxi risarcimento alla Chiesa

Secondo gli avvocati della famiglia di Guerrina Piscaglia, per il cui omicidio è stato condannato a 25 anni padre Graziano, la Chiesa è tenuta a pagare il danno arrecato da un suo ministro nello svolgimento dell'attività pastorale: "Avevano la responsabilità di vigilare"

A febbraio è stata confermata in via definitiva dalla Cassazione la condanna a 25 anni per padre Graziano (Gratien Alabi), il religioso congolese accusato della scomparsa e della morte di Guerrina Piscaglia, casalinga 50enne di Ca' Raffaello, nel comune di Badia Tedalda nell'aretino, con cui avrebbe avuto una relazione sentimentale, misteriosamente scomparsa nel nulla il 1° maggio 2014.

Il caso è chiuso. Sono scomparsi cinque anni dalla scomparsa nel nulla di Guerrina Piscaglia, i cui resti non sono mai stati trovati. Ora la famiglia chiede un maxi-risarcimento danni alla Chiesa cattolica, come si legge oggi sui giornali locali.

I familiari di Guerrina Piscaglia chiedono un risarcimento milionario alla Chiesa

A intentare una causa civile contro la Curia di Arezzo e l'Ordine dei Premostratensi, al quale il prete del Congo appartiene, sono Mirko e Lorenzo Alessandrini, marito e figlio della donna.

Secondo gli avvocati della famiglia di Guerrina Piscaglia, la Chiesa è tenuta a pagare il danno arrecato da un suo ministro nello svolgimento dell'attività pastorale. Stando a quanto riferisce Il Corriere di Arezzo, la richiesta di risarcimento non indica per ora una somma, che potrebbe comunque aggirarsi attorno al milione di euro.

La richiesta dell’avvocato Detti era già stata ipotizzata quattro anni fa, ricorda il Resto del Carlino, quando il legale aveva chiamato in causa la diocesi di Arezzo. "Come capita in altri casi, ad esempio per grandi aziende assicurative, se il dipendente commette un reato nell’esercizio delle sue funzioni e il superiore non ha vigilato, la responsabilità è anche dell’azienda stessa. In questo caso si tratta di un prete che svolgeva funzioni spirituali, negli immobili della diocesi e per conto dell’ordine dei premostratensi. Sia la diocesi che l’ordine avevano la responsabilità di vigilare sull’operato dei suoi religiosi".

Nel 2015 però, la Corte d’Assise aveva rigettato la richiesta dell’avvocato Detti perché si trattava di "un capo d’imputazione che vedeva Alabi non coinvolto per l’esercizio delle sue funzioni". Il legale replicava: "Ma un prete non è prete sempre? Anche quando non si trova in chiesa a celebrare messa? E poi, lo stesso Gratien ha sempre affermato di aver incontrato Guerrina, ogni volta, per motivi spirituali. Se è stato condannato per il suo omicidio, la responsabilità di diocesi e Ordine premostratensi ci deve essere".

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Padre Graziano è stato condannato a 25 anni di carcere

Dopo la condanna definitiva di Alabi, Mirco Alessandrini, marito di Guerrina Piscaglia, aveva "fatto appello" a padre Graziano affinché dicesse la verità sulla fine della donna: "Sono felice per questa sentenza e sono soddisfatti anche i familiari di Guerrina. Ma mia moglie non c'è più e non sappiamo nemmeno dov'è il suo corpo. E' l'ora di parlare". Il legale di Alessandrini, Nicola Detti, ha ringraziato la Procura di Arezzo per il "coraggioso lavoro svolto" e per le "indagini scrupolose che hanno portato a raccogliere tutti gli elementi necessari per arrivare ad una sentenza di questo tipo".

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