Venerdì, 30 Luglio 2021
Il caso

Dopo 14 anni lo Stato risarcisce una donna per violenza sessuale: perché la sentenza è "storica"

Il Tribunale di Cagliari ha condannato la Presidenza del Consiglio dei ministri a pagare 25mila euro, più interessi e spese legali, a una donna sassarese, oggi 89enne, che subì una violenza sessuale nel 2007 quando ne aveva 75. La sentenza riconosce la responsabilità dello Stato per la mancata attuazione delle direttive comunitarie

Una sentenza storica. La direttiva infatti per anni è rimasta totalmente ignorata dallo Stato italiano. Il Tribunale di Cagliari ha condannato la Presidenza del Consiglio dei ministri a pagare 25mila euro, più interessi e spese legali, a una donna sassarese, oggi 89enne, che subì una violenza sessuale nel 2007 quando ne aveva 75. Il braccio di ferro è durato un decennio.

Perché la sentenza è importante

La sentenza riconosce la responsabilità dello Stato per la mancata attuazione delle direttive comunitarie e pone fine a un contenzioso durato oltre dieci anni tra la vittima, difesa dagli avvocati Marcello Masia e Pierluigi Olivieri, e l'Avvocatura dello Stato in rappresentanza della Presidenza del Consiglio, decisa a opporsi al riconoscimento dell'indennità. La conclusione definitiva del procedimento penale avvenne 11 anni fa, con la condanna del colpevole alle misure cautelari e una provvisionale di 30 mila euro. Ma l'aggressore risultò nullatenente, per cui nessun risarcimento venne disposto dal tribunale. In seguito gli avvocati della vittima si sono appellati alla direttiva 2004/80 della Comunità europea, che prevede appunto, in questi casi, l'intervento risarcitorio da parte degli Stati membri. L'Italia al 2012 non aveva ancora adottato la direttiva. Lo ha fatto in seguito, nel 2016, istituendo però un risarcimento di 4mila euro per le vittime di violenza sessuale. L'indennizzo è stato reso più equo dopo una serie di interventi della Corte di Giustizia europea, fino alla norma finale adottata nel 2020, che prevede un risarcimento di 25mila euro.

La direttiva e le sentenze passate

La direttiva 2004/80/CE impone agli Stati membri di attuare misure di collaborazione transfrontaliera al fine di eliminare discriminazioni tra cittadini degli Stati membri al riguardo del godimento e dell'attuazione dei diritti di indennizzo conseguenti a reati di cui siano rimasti vittima in uno Stato diverso da quello di stabile residenza. Con la pronuncia n. 26757 del 24 novembre 2020 la Cassazione ha già sancito l'obbligo per lo Stato di risarcire le vittime di reati violenti e intenzionali impossibilitate ad ottenere il risarcimento dei danni dall’autore. Il fondamento normativo di tale onere si rinviene nel tardivo recepimento della direttiva di cui abbiamo parlato, che ha imposto agli Stati membri dell’Unione Europea, a far data dal 1° luglio 2005, di apprestare un sistema indennitario generalizzato idoneo a garantire un equo ristoro. Il concetto di una tutela risarcitoria statale affonda le proprie radici nella storia giuridica degli Stati europei che, da mezzo secolo ormai, hanno cominciato a sviluppare sistemi di risarcimento per le vittime impossibilitate a conseguire la riparazione dei danni dagli autori. Ma la strada è stata lunga.

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