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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

L'Italia fragile: "Più di sei milioni di abitanti a rischio alluvioni"

L'analisi del Consiglio nazionale dei geologi, che chiede l'istituzione di una commissione che possa affrontare queste problematiche

ROMA - I cambiamenti climatici che fanno crescere gli eventi meteorologici estremi e poi l'urbanizzazione sfrenata che ha reso il nostro territorio fragile e martoriato. Purtroppo se ne parla quasi solo quando ci sono i morti, come nel caso della Sardegna. Ma quello del rischio idrogeologico in Italia è un problema, e un dramma, vecchio di decenni. Più di sei milioni di persone sono a rischio alluvione in Italia. Lo ha affermato Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi.

"In Italia sono 6.153.860 gli abitanti esposti alle alluvioni. Il probabile aumento delle temperature potrebbe portare in Europa a inondazioni più frequenti ed intense. Ma quello che sta accadendo non è solo per colpa dei cambiamenti climatici. A fine agosto noi geologi avevamo già detto dei rischi e della fragilità del territorio".

"Qualora non fossero ancora chiari i termini del dissesto idrogeologico i geologi hanno il dovere morale di non abbassare la guardia, ricordando al Paese che la popolazione esposta a fenomeni franosi ammonta a 987.650 abitanti, mentre quella esposta alle alluvioni raggiunge 6.153.860, come evidenzia ancora l'annuario Ispra. Anche se le proiezioni quantitative per la frequenza e l'intensità delle inondazioni sono ancora incerte, l'Agenzia europea sostiene che sia probabile che l'aumento delle temperature in Europa porterà a inondazioni più frequenti e intense in molte regioni, a causa del previsto aumento dell'intensità e della frequenza di eventi meteorologici estremi", ha sottolineato Graziano.

Ciclone sulla Sardegna, morti e dispersi | Foto da Twitter

LE CAUSE - "Ma non è solo colpa dei cambiamenti climatici perché ad esempio l'urbanizzazione sfrenata, ha eroso dal 1985 ad oggi ben 160 km di litorale. I numeri recentemente pubblicati nell'annuario dei dati ambientali 2012 dell'Ispra parlano chiaro: se in Italia per oltre 50 anni si sono consumati in media 7 mq al secondo di suolo, oggi se ne consumano addirittura 8 mq al secondo. Significa che ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e di Firenze. Per non parlare degli incendi, il 72% dei quali risulta essere di natura dolosa, il 14% di natura colposa e il restante 14% di natura dubbia. Da tempo i geologi chiedono l'istituzione di una commissione che possa affrontare tali problematiche così come fece la Commissione De Marchi", ha proseguito Graziano.

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