Martedì, 15 Giugno 2021
La tragedia della funivia Stresa Mottarone / Verbano-Cusio-Ossola

Morta il giorno del suo compleanno col marito sulla funivia sul lago Maggiore

Roberta Pistolato aveva scritto un sms alla sorella domenica intorno alle 11: "Stiamo salendo in funivia". Poi non aveva più risposto alle telefonate

"Stiamo salendo in funivia". Questo l'ultimo messaggio che Roberta Pistolato aveva scritto alla sorella domenica intorno alle 11. Insieme al marito Angelo Vito Gasparro si trovava su quella maledetta funivia a Stresa per festeggiare una giornata speciale, il suo 40esimo compleanno da trascorrere su uno dei più suggestivi laghi italiani, in una domenica di primavera, la prima serena dopo tanti mesi di dolore e ristrettezze.

La dottoressa Pistolato, originaria di Bari ma da tempo trasferita a Piacenza come il marito,  13 settembre del 2020, aveva prestato giuramento, nella giornata dell'Ordine dei Medici, e lavorava come guardia medica, quel prezioso servizio chiamato "continuità assistenziale" tanto importante nella sanità moderna. Dopo l'arrivo del Covid però aveva voluto essere anche lei in prima linea come tanti, tantissimi suoi colleghi, grazie anche a quell'entusiasmo per la professione che anima le giovani generazioni di medici: di recente anche lei si era impegnata nelle vaccinazioni, sia negli hub sul territorio, sia a domicilio delle persone impossibilitate a muoversi di casa. La pandemia, il coronavirus, purtroppo li conosceva molto bene visto che l'anno scorso aveva perso una delle sue due sorelle a causa del virus.

Roberta Pistolato, 40 anni, e Angelo Vito Gasparro di 45 anniDomenica doveva essere per lei e per il marito - Angelo Vito Gasparro, guardia giurata di 45 anni - una giornata di festa, per tornare a sorridere. E così avevano scelto quella passeggiata per affacciarsi su uno dei panorami che più il Mondo ci invidia. Invece Roberto e Vito hanno perso la vita per una fatale e inimmaginabile tragedia e i loro nomi si leggono tra le 14 vittime di un disastro su cui ora la magistratura dovrà indagare: già aperto un fascicolo di inchiesta per omicidio plurimo e lesioni colpose dalla procura della Repubblica di Verbania.

Funivia Stresa Mottarone: il video dell'incidente

La funivia del Mottarone è precipitata nei boschi, a circa 300 metri dalla vetta della montagna che divide il Lago Maggiore dal Lago d'Orta. Secondo i primi rilievi a causare la caduto sarebbe stata la rottura di un cavo portante poco prima delle 13 di domenica. La cabina con quindici persone a bordo (a causa delle restrizioni Covid la capienza si è dimezzata, ndr), che era arrivata a poco più di cento metri dal Mottarone, si è trovata senza forza trainante e ha iniziato a scivolare indietro, verso il Lago Maggiore, senza controllo. I protocolli di sicurezza prevedono che in caso di rottura della fune traente, su quella portante scatti un impianto di sicurezza che chiuda immediatamente le ganasce bloccando l'impianto. E questo non sarebbe successo.

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Il luogo dell'incidente alla funivia Stresa Mottarone

Il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili ha istituito una Commissione Ispettiva con il compito di “individuare le cause tecniche e organizzative” che hanno provocato il gravissimo incidente della funivia di Stresa. Il Capo del Dipartimento per i trasporti e la navigazione, Mauro Bonaretti, ha firmato il decreto istitutivo della Commissione di esperti, presieduta dal prof. Gabriele Malavasi, che dovrà redigere una relazione dettagliata da presentare al Ministro sulle cause tecniche e organizzative che hanno provocato l’incidente. Questa Commissione, voluta da Ministro in considerazione della gravità di quanto accaduto, svolgerà approfondimenti specifici, che si aggiungono agli accertamenti della Direzione Generale per le Investigazioni Ferroviarie e Marittime - DGFEMA, organismo investigativo indipendente previsto dalla normativa europea. DGFEMA ha avviato un’inchiesta finalizzata ad accertare le cause dirette ed indirette dell’incidente e per individuare le azioni più opportune per evitare il ripetersi di eventi analoghi, fermo restando l’accertamento delle eventuali responsabilità, di esclusiva competenza della magistratura.

Intanto, gli uffici competenti del Mims hanno informato che la revisione generale dell’impianto è avvenuta nell’agosto del 2016, i controlli si sono poi susseguiti a luglio del 2017 e successivamente, tra novembre e dicembre 2020, sono stati effettuati controlli specifici sulle funi. In particolare, a novembre del 2020 sono stati effettuati controlli magnetoscopici sulle funi portanti, sulle funi traenti e sulla fune soccorso. Infine, a dicembre 2020 è stato effettuato da una società specializzata l’esame visivo delle funi tenditrici. La funivia del Mottarone aveva riaperto i battenti un mese fa, il 24 aprile, dopo un lungo periodo di chiusura causa restrizioni Covid. 

Secondo i testimoni la fune traente si sarebbe "strappata" per poi "impacchettarsi" a fondo valle. Mentre dalle immagini che arrivano dal luogo dell'incidente sarebbero visibili le funi portanti di andata e ritorno, fisse, su cui scorre il carrello.

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Le cause e cosa è successo alle funi traente e portante

14 morti e 1 ferito: il bilancio del disastro di Stresa

Tra i presenti all'interno della cabina si è salvato solo un bambino, di 5 anni, ricoverato in codice rosso all'ospedale Regina Margherita di Torino con un traumi alla testa, al torace e all'addome, e le gambe fratturate. Non ce l'ha fatta invece il secondo bimbo, di 9 anni circa, arrivato in ospedale in condizioni disperate .

Funivia Stresa Mottarone: i nomi di 12 delle 14 vittime

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