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Sabato, 20 Aprile 2024
Cronaca Pisa

Perché Antonio Logli ha ucciso Roberta Ragusa secondo la Cassazione

La motivazione stabilita dai giudici si trova nelle quasi 50 pagine con cui la Corte articola la sentenza di condanna in via definitiva a 20 anni di carcere per omicidio volontario e distruzione di cadavere. Il corpo di Roberta non è mai stato trovato

Perché Antonio Logli ha ucciso Roberta Ragusa secondo la Cassazione? La motivazione stabilita dai giudici si trova nelle quasi 50 pagine con cui la Corte articola la sentenza di condanna in via definitiva a 20 anni di carcere per omicidio volontario e distruzione di cadavere. La sentenza risale alla scorsa estate. Le motivazioni trovano oggi ampio spazio su tutti i giornali locali.

Il cadavere della povera Roberta Ragusa non è mai stato trovato. Il processo si chiude così con l'ultimo atto formale. Nelle motivazioni della sentenza della Cassazione si delinea la personalità di Roberta, molto legata ai figli, ma soprattutto il contesto di crisi familiare in cui la vicenda si è inserita. Ha pesato la relazione, nota a Roberta, di Antonio con S.C., questa amica e collaboratrice della vittima. Secondo i giudici Roberta pensava alla separazione dal marito, e proprio tale scelta avrebbe peggiorato la situazione patrimoniale di Logli.

Il rapporto coniugale, scrivono gli ermellini, "si era logorato per la relazione extraconiugale intrattenuta dal Logli, di cui la Ragusa era divenuta consapevole, sospettando anche l'identità dell'amante del marito". L'uomo voleva portare avanti la sua relazione parallela ma allo stesso tempo non voleva separarsi, "ne temeva le conseguenze economiche visto che la coppia aveva interessi patrimoniali ed economici strettamente connessi".

Omicidio Roberta Ragusa: le motivazioni della condanna di Antonio Logli

Così, in questo quadro, viene ricostruito il dramma avvenuto tra il 13 e 14 gennaio 2012 a Gello, frazione del comune di San Giuliano Terme (Pisa). "Mentre la moglie stava compiendo ordinarie attività domestiche prima di coricarsi - si legge - avendo già indossato l'abbigliamento da notte descritto dalla figlia Alessia, [Logli] si era ritirato in soffitta ed era stato impegnato in tre conversazioni con la Calzolaio, l'ultima delle quali, iniziata alle ore 00.17, si era interrotta bruscamente". Quindi la successiva uscita da casa sua di Roberta Ragusa: "Lei aveva improvvisamente abbandonato l'abitazione senza indossare altri indumenti, né prelevare oggetti di qualsiasi tipo", con la Cassazione che conferma l'ipotesi secondo cui "l'unica spiegazione possibile e ragionevole è che fosse stata indotta a ciò da una forte emozione e da un forte timore per la propria incolumità dopo avere avuto la certezza, spiandolo, che il marito avesse ancora una relazione con un'amante e che costei fosse proprio l'amica e collaboratrice S.C.".

La ricostruzione prosegue: "Il Logli, accortosi della fuga della moglie per i campi, senza essersi coricato a letto, era uscito a bordo della sua Ford Escort e si era posizionato lungo la via Gigli in luogo in cui aveva ritenuto di poterla intercettare, ove era però stato visto e riconosciuto dai coniugi Gozi-Gombi nonostante il tentativo di nascondere il volto con la mano. Consapevole di ciò aveva fatto rientro a casa, distante da quel punto appena 700 mt., ove aveva lasciato in tutta fretta l'auto sul vialetto e prelevato l'utilitaria Citroen C3 della moglie e si era recato nuovamente in via Gigli, ove aveva effettivamente incontrato la Ragusa, tanto che il cane molecolare aveva fiutato traccia della sua presenza".

Gozi non ha mai cambiato versione: il giostraio vicino di casa anche in fase di incidente probatorio ha confermato di aver visto Logli in strada ben oltre la mezzanotte, orario in cui l'uomo invece aveva raccontato agli inquirenti di essere andato a dormire lasciando la moglie in cucina, intenta a scrivere la lista della spesa.

Roberta Ragusa, il corpo non è mai stato ritrovato

A quel punto sarebbe avvenuta la lite e la seguente definitiva sparizione di Roberta. La Cassazione però è costretta a lasciare il vuoto sulle modalità e, com'è noto, nemmeno il cadavere è stato mai ritrovato. "Logli aveva litigato con lei e l'aveva costretta a forza a salire sull'auto - conclude la sentenza - venendo visto e sentito dal Gozi, mentre la Gombi aveva percepito le grida dalla sua abitazione senza poter comprendere da chi provenissero. Abbandonato il luogo in tutta fretta, l'aveva quindi condotta in altro luogo rimasto ignoto per poi sopprimerla con modalità anch'esse non potutesi accertare e farne sparire definitivamente, almeno sino ad ora, il corpo". 

I giudici sottolineano come Logli abbia cercato di "allontanare da sé i sospetti" e "distogliere le indagini dalla sua persona", ma gli inquirenti hanno documentato alcune "anomalie" come "l'omessa partecipazione alle ricerche della moglie e la riluttanza a divulgare le sue fotografie, fino all'eliminazione del giubbotto indossato nella serata precedente, sottratto volutamente agli accertamenti di polizia e mai più rinvenuto". Le lunghissime e ostinate ricerche nelle campagne per trovare il cadavere di Roberta Ragusa non hanno mai portato ad alcun risultato. Inghiottita dal buio più fitto.

Antonio Logli sta scontando la pena nel carcere di Massa.

Roberta Ragusa, Logli condannato a 20 anni

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