Martedì, 16 Luglio 2024
Pugno duro / Roma

Roberto Benigni e il furto in villa: la banda beccata e condannata

Le condanne a carico di una banda che operava furti di opere d'arte ai danni di personaggi noti. Tra le vittime anche l'attore e regista e la moglie Nicoletta Braschi a cui, nel 2010, era stata rubata nella residenza sull'Appia Antica a Roma una scultura romana del II secolo, poi ritrovata nel 2019

Pugno duro a carico di una banda che operava furti di opere d'arte ai danni di personaggi noti e in residenze nobiliari della capitale. Due condanne e oltre 15 sentenze di intervenuta prescrizione sono state stabilite dai giudici della decima sezione collegiale di Roma nell'ambito del relativo processo. Tra le vittime del gruppo criminale anche Roberto Benigni e la moglie Nicoletta Braschi a cui, nel 2010, era stata rubata una scultura romana del II secolo nella loro residenza sull'Appia Antica. In seguito a un'indagine svolta dai carabinieri per la tutela del patrimonio culturale, l'opera stessa era stata poi ritrovata nel 2019 in Spagna, e riaffidata allo stesso Benigni in favore del quale, proprio i giudici romani, hanno stabilito un risarcimento pari a ventimila euro.

Inoltre, è stata disposta la confisca e la restituzione di tutte le opere sottratte, nel corso degli anni, dal gruppo criminale. Considerando le condanne, una è arrivata per l'antiquario spagnolo Jaume Peix Bagot che aveva acquistato la statua di proprietà di Benigni: per lui c'è una condanna a 4 anni e 6 mesi di carcere. L'altra condanna, a 3 anni, riguarda invece un altro imputato per un'altra accusa. Nell'ambito della stessa indagine, gli inquirenti hanno accertato una serie di colpi portati a termine dalla banda, di cui tre a Villa Torlonia ma anche a palazzo Giustiniani Odescalchi, all'orto botanico e a Villa Medici.

L'avvocato Michele Gentiloni Silveri, legale di Benigni e Braschi, ha commentato così le condanne: "Vanno fatti i complimenti ai carabinieri per il lavoro svolto in un'indagine complessa che ha coinvolto anche le autorità spagnole e tedesche. La sentenza ribadisce che la scultura trafugata tornerà al suo legittimo proprietario".    

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