Sabato, 20 Luglio 2024
Sanità

Roma, embrioni scambiati: donna incinta di un feto non suo

Una coppia di Napoli avrebbe denunciato l'ospedale Pertini chiedendo un risarcimento danni di un milione di euro

ROMA - Ci sarebbe un'altra coppia che, dopo essersi sottoposta a un protocollo di fecondazione assistita, sarebbe incorsa in uno scambio di embrioni all'ospedale Pertini di Roma. E' quanto sostiene Agitalia, associazione che si occupa del recupero di titoli bancari, postali e di Stato mai riscossi, attraverso la consulenza e l'opera di un pool di professionisti esperti in diritto bancario, commericiale e tribunario.

LA STORIA - L'associazione riporta il caso di Giacomo Gentili e Maria Ingrosso, rispettivamente 47 e 43 anni, di Napoli, già clienti di Agitalia nell'ambito di un rimborso contro Bankitalia per la riscossione di un Bot del defunto padre dell'uomo, che dopo svariati tentativi per avere un figlio avrebbe deciso, oltre un anno fa, di sottoporsi ad un "protocollo" di fecondazione assistita. Nel mese di dicembre 2013 la moglie si è sottoposta presso il Sandro Pertini di Roma a "inseminazione artificiale" come consentito dalla legge italiana con liquido seminale del marito.

LA SCOPERTA DELLO SCAMBIO - L'intervento sembrava fosse andato per il meglio in relazione allo stato di gravidanza della donna, che nel mese di maggio 2014 si è sottoposta ad amniocentesi come suggerito dai protocolli medici della gravidanza. L'esame non ha rilevato nessuna malformazione del feto ma ha evidenziato che l'embrione non presentava materiale genetico né del padre né della madre. Nella documentazione medica allegata si legge

Dall'esame del liquido amniotico si evidenzia un profilo genetico del feto non compatibile con quello materno e si suggerisce un'analisi genetica più approfondita

Dopo lo shock iniziale la donna ha deciso di portare comunque avanti la gravidanza, in accordo con il marito e in ragione delle convinzioni etiche e religiose di entrambi. Successivamente si sono rivolti all'ufficio legale dell'associazione Agitalia per ottenere il risarcimento dei danni morali, patrimoniali e biologici subiti per il presumibile "scambio di provette". Agitalia annuncia di avere già danni per un milione di euro nei confronti dell'ospedale Sandro Pertini, della Asl RMB e del ministero della Salute.

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