Mercoledì, 14 Aprile 2021
ROMA

Roma, aggredito ragazzo gay: "Insulti e pugni in faccia"

Un'aggressione omofoba: così hanno denunciato dal Gay Center della capitale. La vittima un trentenne prima insultato, poi aggredito e finito in ospedale con una prognosi di quattro giorni

Foto di repertorio

ROMA - Un'aggressione omofoba "nell'indifferenza dei cittadini". Così ha denunciato il Gay Center di Roma, con una nota del suo presidente Fabrizio Marrazzo. I fatti riguardano un giovane di trent'anni insultato e aggredito in un parcheggio mentre saliva in macchina: "Quando si sono avvicinati due ragazzi di circa 30 anni che hanno iniziato a insultarlo al grido "frocio di merda" e subito dopo gli insulti sono iniziate le percosse e i pugni sul viso".

Secondo quanto riferiscono dal Gay Center l'aggressione sarebbe avvenuta "nonostante ci fossero molte persone in zona nessuno lo ha aiutato neanche quando gli aggressori se ne sono andati". Pochi giorni prima, lo stesso giovane aveva ritrovato la propria auto con le gomme tagliate. Il ragazzo ha riportato ecchimosi su viso ed è stato curato dal pronto soccorso del policlinico Gemelli dove gli hanno dato una prognosi di quattro giorni. 

"La segnalazione è giunta dagli amici che hanno contattato il servizio di Gay Help Line. Al giovane, con cui siamo in contatto, abbiamo offerto il supporto legale e psicologico" spiegano dal Gay Center. "Questo caso - spiega Fabrizio Marrazzo - come quello del ragazzo di Torino, ma come tanti altri che quotidianamente vengono denunciati al nostro numero verde da tutta Italia, segnalano troppo spesso, purtroppo, un clima di indifferenza. Purtroppo il clima di odio che certe parti sociali e politiche stanno creando verso i gay, alimentando spesso sentimenti di paura con fantomatiche teorie inesistenti come quella gender e la completa mancanza di riconoscimento di diritti sul piano legislativo, rendono i gay socialmente sempre più vulnerabili".

Per tutte queste ragioni l'associazione ha deciso di lanciare un appello a tutte le forze poliche: "Serve uno salto di qualità. Servono campagne di sensibilizzazione, di educazione, di comunicazione, servono leggi, serve non bloccare i programmi in corso dell'Unar come quelli verso le scuole. Il giovane di Primavalle preso a pugni è l’ennesimo episodio che dimostra come sia urgente mettere in campo azioni concrete. Una legge sulle unioni civili, una legge di contrasto all’omofobia, sono i paletti imprescindibili di una seria strategia contro le discriminazioni e la violenza. E invece si continua a rinviare. Il presidente del Consiglio Matteo Renzi agisca e non temporeggi".

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