Lunedì, 21 Giugno 2021
Mafia capitale

Roma, porto di Ostia sotto sequestro: in manette il patron Balini

Per i giudici era il luogo degli interessi delle organizzazioni criminali del litorale romano. Balini avrebbe tenuto le fila del fallimento della società che gestiva lo scalo

È finito in carcere Mauro Balini, il ras del porto di Ostia ma che per i giudici romani aveva anche un altro preciso ruolo: sarebbe "il gestore delle attività economiche e finanziarie facenti capo ad una delle strutture criminali insediate nel territorio". In altre parole, “il terminale apparentemente legale” degli interessi criminali. Per questo il gip Maria Grazia Giammarinaro ha disposto il sequestro di beni per oltre 400 milioni di euro

GLI ARRESTI E LE ACCUSE - Pesanti le accuse a carico dell'imprenditore: associazione per delinquere finalizzata alla spoliazione della società Ati, ovvero le "attività turistiche imprenditoriali" ovvero tutto quel business del porto turistico di Roma. Con lui in carcere sono finiti Massimo Amicucci, amministratore unico del porto di Roma, Edoardo Sodano amministratore unico della porto di Roma immobiliare e Sergio Capograssi, socio "fiduciante" della Brick Real Estate, uno dei tanti gruppi riconducibili a Balini. Per altre nove indagati il gip ha respinto la richiesta di arresto.

Le indagini della guardia di finanza che hanno portato all'arresto dell'imprenditore sono state avviate sulla base di una denuncia presentata da una banca tedesca che aveva concesso un credito da circa 30 milioni di euro alla società al centro dell'inchiesta, la Ati. Gli accertamenti, seguiti dal pm Alberto Galanti e sviluppati dal nucleo di polizia tributaria, hanno in breve individuato una serie di presunte 'teste di legno' utilizzate da Balini. Così su ordine del Gip sono finiti in carcere anche Massimo Amicucci, Edoardo Sodano e l'avvocato Sergio Capograssi. Altre nove persone sono state denunciate a piede libero. I reati contestati vanno dalla bancarotta al riciclaggio, dall'associazione a delinquere al trasferimento fraudolento di beni.

CHI È MAURO BALINI - Balini è il rampollo di una delle più note famiglie legate alla gestione degli stabilimenti balneari del litorale di Roma. Quasi tutti i componenti della famiglia sono titolari di almeno uno dei lidi più celebri. Infatti quel cognome spesso è stato pronunciato sul litorale. Tutto è cominciato dallo zio di Mauro, Vittorio: ex bagnino di Ostia, andò a cercare fortuna negli Usa e qui acquistò i diritti tv di centinaia di film e serie televisivi, che sono poi stati rivenduti ai grandi gruppi, da Cecchi Gori a Mediaset. Proprio con Berlusconi Balini senior trattò per i diritti delle soap "Dallas" e "Dinasty" e quell'accordo fu firmato su una scatola di fiammiferi durante una cena a Ostia. 

Mauro invece su quel porto costruisce il suo impero, nonostante lo zio non lo appoggi. Attraverso amicizie politiche bipartisan e un'ottima retorica, Balini junior scavalla le lungaggini della burocrazia e così la grande opera viene ultimata in tempi record: i lavori per il porto turistico cominciano nel 1998 e si concludono tre anni dopo. Ma poi quei problemi (tra cui anche il rischio di esondazione) si ripresentano: il Tevere trasporta la sabbia e ostruisce la navigazione delle barche ormeggiate. 

"Il presidente Balini è in interessenze inquietanti con ambienti malavitosi" scrivono i pm e aveva "importanti rapporti con elevate personalità anche militari". A porto inaugurato, i posti barca peraltro andarono subito a ruba. Era ormeggiato anche uno yacht della famiglia Nicoletti, quella di Enrico, il cassiere della banda della Magliana. L'affitto dei negozi lungo il molo ebbe un iniziale boom ma poi molti dei locali rimasero vuoti. Intanto da quel porto transitavano yacht superlusso di sceicchi e miliardari (persino Ivana Trump soggiornò a Ostia, dimorando nel suo sfarzoso battello ancorato all’Idroscalo). E dopo l'inaugurazione, quel porto è diventata anche l'accusa dei giudici: banca rotta fraudolenta.

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