Roma, è allarme trasporti: se salta il concordato Atac a rischio bus e metro

A lanciare l'allarme è stato l'assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Linda Meleo: “Dal 12 gennaio si rischia il blocco del servizio”

Foto di repertorio

Roma, la città eterna, eternamente flagellata da due problemi chiave: i rifiuti e i trasporti. E mentre la raccolta e lo smaltimento dell'immondizia sembrano in via di risoluzione, scatta l'allarme per i mezzi pubblici. L'avvertimento è arrivato dall'assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Linda Meleo: “Se il concordato di Atac non dovesse andare a buon fine e dovesse tramutarsi in un fallimento aziendale o in una amministrazione straordinaria, già dal 27 gennaio ci sarebbe il rischio di blocco del servizio”. Meleo ha riferito in una  commissione capitolina congiunta Mobilità-Bilancio convocata per l'analisi della delibera di proroga dell'affidamento del servizio di tpl ad Atac dal 2019 al 2021.

“Se non ci fosse la proroga che supporta il piano industriale – ha aggiunto Meleo -  piano che è ancora work in progress, il pericolo di blocco del servizio sarebbe molto concreto”. Il 27 gennaio il tribunale dovrà pronunciarsi sull'ok alla procedura. L'azienda ha tempo fino a quel giorno per presentare un piano industriale per dimostrare di essere in grado di onorare il pagamento della massa debitoria che ammonta a oltre un miliardo e trecento milioni di euro. Per garantire solidità ad Atac il Campidoglio aveva varato la proroga al 2021 dell'affidamento del servizio, scatenando le ire dei Radicali che chiedono il referendum per la messa a gara del servizio, forti delle firme raccolte.

Cos'è il concordato, la procedura scelta dal Movimento Cinque stelle per salvare Atac

E oggi la Meleo ha risposto in commissione spiegando le difficoltà della messa a gara del servizio. "Atac ha due anime", ha spiegato l'assessora. "Una su ferro e una su gomma, e organizzare una gara di questo tipo era impossibile in due anni. Questa proroga comporterà anche la proroga del contratto di servizio e il costo verso Atac per chilometro erogato è già nel vecchio contratto, quindi non cambiano le condizioni e i costi per Roma Capitale. Il nostro obiettivo è avere un servizio in house in grado di erogare un servizio efficiente dopo decenni, ci prendiamo 4 anni per valutare come organizzare il servizio dopo il 2021 e che può  essere o con il rinnovo in house o con l'eventuale messa a gara". 

La Meleo spiega come questa proroga sia legata al concordato: "Nel 2017 abbiamo avviato la procedura di concordato preventivo in continuità e quando il tribunale ha dato l'ok abbiamo iniziato a lavorare al piano industriale. Per terminare questo percorso, due anni non sono un orizzonte temporale sufficiente per il risanamento aziendale: per ottenere questo obiettivo, la proroga per altri due anni è un presupposto fondamentale".

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Per la legge, ha sottolineato l'assessore alla Mobilità, "mi riferisco al regolamento 1370, si può affidare in house senza obbligo di preavviso in caso di presupposti di pericolo imminente di interruzione di servizio, un rischio che si sarebbe prefigurato anche prima di dicembre 2019: se il concordato non dovesse andare a buon fine e tramutarsi in un fallimento aziendale o in una amministrazione straordinaria, già dal 27 gennaio ci sarebbe il rischio di blocco del servizio. Se non ci fosse la proroga che supporta il piano industriale, piano che è ancora work in progress, il pericolo di blocco del servizio sarebbe molto concreto".
 
La commissione però oggi non ha dato il via libera alla delibera di giunta. Il presidente della commissione Mobilità, Enrico Stefano (M5S), ha infatti accolto l'appello dei consiglieri del Pd ad avere più tempo per studiare la delibera e approfondire gli atti collegati: "Accogliamo la proposta delle opposizioni e non esprimeremo il parere oggi, lo faremo probabilmente venerdì mattina compatibilmente con i tempi d'Aula", ha assicurato Stefano. Una volta terminato il passaggio in commissione, entro fine mese la delibera approderà in Assemblea capitolina.
 

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