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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Il femminicidio / Napoli

Rosa Alfieri, arrestato il presunto autore dell'omicidio: è il vicino di casa

L'ipotesi più accreditata è che la ragazza sia stata strangolata

È stato arrestato il presunto autore del femminicidio di Rosa Alfieri, la 23enne uccisa ieri pomeriggio in un'abitazione a Grumo Nevano, in provincia di Napoli. Si tratta del vicino di casa della giovane, Elpidio D'Ambra, di 31 anni. L'ipotesi più accreditata è che la ragazza sia stata strangolata. L'uomo è stato fermato nella zona di Fuorigrotta da polizia e carabinieri. Il 31enne vive nell'appartamento accanto a quello della famiglia della 23enne e fin dai momenti immediatamente successivi all'accaduto aveva fatto perdere le sue tracce.

Da ieri i carabinieri della compagnia di Giugliano in Campania, coordinati nelle indagini dalla procura di Napoli Nord, erano impegnati nella ricerca dell'uomo. Il 31enne era arrivato da poco nell'abitazione al primo piano della palazzina di proprietà della famiglia di Rosa, ed era quindi un affittuario del papà della vittima. La dinamica è invece ancora tutta da accertare, anche perché non sarebbero emersi per ora testimoni diretti del fatto né altre persone che abbiano raccontato di eventuali precedenti incontri tra i due.

Il cadavere di Rosa Alfieri è stato trovato intorno alle 19 di ieri. Il corpo senza vita di Rosa, 23 anni e un impiego in una tabaccheria, era riverso sul letto dell'appartamento del vicino. Nessun segno evidente di colpi di arma da fuoco o ferite da arma da taglio. Una delle prime ipotesi sulle quali lavorano gli investigatori è che la ragazza sia stata strangolata. Non trova conferma invece, finora, la voce di una violenza sessuale che avrebbe subìto la donna. Rosa era fidanzata con il titolare della tabaccheria in cui lavorava, poco distante dalla palazzina in cui è stata trovata morta. Il vicino di casa si era trasferito in quell'appartamento da appena 15 giorni.

Il 31enne è separato e lavora come manovale. A trovare il cadavere è stato il papà di Rosa, che non avendo notizie della figlia, ha sfondato a spallate la porta di ingresso dell'appartamento dell'affittuario. L'ipotesi è che la 23enne, che viveva con i genitori al piano superiore, sia stata attirata dal vicino nella sua abitazione, e questi potrebbe aver tentato un approccio sessuale respinto dalla ragazza. Circostanza, quest'ultima, che potrebbe aver poi provocato la reazione violenta del 31enne, che avrebbe ucciso la giovane strangolandola. Ma è tutto ancora da confermare e le indagini dovranno fare chiarezza su quanto avvenuto.

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