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Domenica, 26 Maggio 2024
La svolta nelle indagini / Roma

Rossella Nappini uccisa a coltellate sotto casa: chi è l'uomo fermato

La vittima del femminicidio a Roma aveva 52 anni e due figli. Il corpo è stato ritrovato da alcuni studenti. Un 45enne è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto e poi trasferito nel carcere di Regina Coeli

È arrivata la svolta nelle indagini. Un uomo di 45 anni di nazionalità marocchina è stato fermato per l'omicidio di Rossella Nappini, l'infermiera di 52 anni uccisa ieri, lunedì 4 settembre, con una serie di coltellate nell'androne di un palazzo a Roma, in via Giuseppe Allievo, dove viveva con l'anziana madre e i due figli. L'indagato in passato avrebbe avuto una relazione con la 52enne. L'uomo è stato bloccato dagli uomini della squadra mobile che ieri hanno ascoltato in questura, in coordinamento con la procura, una serie di sospettati. Il 45enne è stato rintracciato dagli investigatori della mobile nella notte, dopo ore di ricerche: sottoposto a fermo di indiziato di delitto, è stato trasferito nel carcere di Regina Coeli.

In queste ore i poliziotti, coordinati dalla pm, stanno raccogliendo tutti gli elementi necessari a ricostruire l'intera vicenda. Dalle prime informazioni emerse, sembra che tra l'uomo fermato e la donna in passato ci fosse stata una relazione, poi chiusa da Nappini, e che l'uomo - come spesso accade in casi di questo genere - non avesse accettato la sua decisione. La donna avrebbe confidato alle amiche il comportamento persecutorio dell'ex, ma non risultano denunce a suo carico. Il 45enne da tempo risiede regolarmente in Italia e si mantiene svolgendo lavori edili.

L'omicidio di Rossella Nappini a Roma

Rossella Nappini è stata uccisa con numerose coltellate che l'hanno raggiunta soprattutto all'addome. A chiamare la polizia sono stati i vicini, che hanno sentito le grida disperate di aiuto lanciate dalla donna e hanno visto un uomo allontanarsi rapidamente dal palazzo. A trovare il corpo ormai senza vita di Nappini sono stati due studenti residenti anche loro in via Allievo. All'arrivo delle ambulanze, per la 52enne non c'era ormai più nulla da fare.

Le indagini della squadra mobile, accorsa sul posto, sono partite immediatamente, e fino a notte fonda sono stati ascoltati in questura amici e parenti della donna, per raccogliere ogni dettaglio utile a individuare e fermare l'assassino. Escluso il tentativo di rapina (la borsa è stata trovata accanto al corpo senza vita) e di violenza sessuale, i sospetti degli investigatori si erano sin da subito indirizzati su un delitto commesso da qualcuno che l'infermiera 52enne conosceva, e con cui poteva avere intrecciato in passato una relazione. Un ex compagno, nello specifico. Quel che è apparso da subito certo è che l'aggressione mortale si è consumata in pochi istanti: chi ha ucciso Rossella Nappini ha estratto il coltello, che evidentemente aveva portato con sé, e l'ha colpita più volte, lasciandola poi agonizzante nell'androne del palazzo. La donna aveva anche ferite sulle braccia, segno dei tentativi vani di difendersi dal killer.

Chi era Rossella Nappini, l'infermiera uccisa a coltellate a Roma

Due figli, un lavoro come infermiera e una vita normale. Rossella Nappini è la vittima dell'ennesimo femminicidio. Sotto choc parenti e amici della donna che da poco - qualche mese - viveva lì dove ha trovato la morte, in via Allievo 61, un tranquillo condominio in zona Monte Mario. A riferirlo è l'amministratore del palazzo che spiega come la scelta fosse legata alla volontà di stare vicino alla madre 80enne. Lì, a poca distanza, il suo posto di lavoro: l'ospedale San Filippo Neri. Lavorava come infermiera, apprezzata e conosciuta da tutti. Negli anni si era fatta conoscere anche per la forza con cui aveva difeso quell'ospedale e i posti di lavoro di tutti, arrivando - era il 2012 - ad inviare una lettera-appello al Vaticano per scongiurare il ridimensionamento della struttura. E ci era riuscita. 

Impegnata, ma non sopra le righe. Solare, ma non eccessiva. Rossella Nappini viene da tutti descritta come la classica donna per bene, tutta casa e lavoro. Nella stagione del covid era stata impegnata in prima linea, spingendosi sui social in animate discussioni per l'utilizzo della mascherina e per non sottovalutare la pandemia. Quattro anni fa, in occasione del suo compleanno, aveva creato su Facebook una raccolta fondi per la "Casa delle donne per non subire violenza" di Bologna. "Per il mio compleanno quest'anno sto chiedendo donazioni per Casa delle donne per non subire violenza onlus - aveva scritto la donna nel 2018 -. Ho scelto questa organizzazione no profit perché il suo obiettivo è molto importante per me e spero che prenderai in considerazione la possibilità di offrire un contributo per festeggiare con me. Ogni piccola donazione mi aiuterà a raggiungere il mio obiettivo".

Il post di Rossella Nappini

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