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Domenica, 28 Novembre 2021
Omicidio Meredith

Rudy Guede libero, le ultime bordate di Raffaele Sollecito: "Per colpa sua ho rischiato 30 anni di carcere"

"Io sono assolutamente convinto della sua colpevolezza. Ribadisco tutte le volte che non è una sentenza in concorso", dice il giovane pugliese, che è rimasto in carcere quattro anni. Ha chiarito per l'ennesima volta di non conoscere l'ivoriano e accusa gli inquirenti per come furono condotte le indagini

E' tornato libero ieri mattina per buona condotta Rudy Guede, il giovane ivoriano condannato a 16 anni di reclusione per concorso nell'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa a Perugia la notte tra il 1 e il 2 novembre 2007. Il fine pena, per lui, era previsto per il prossimo 4 gennaio ma il tribunale di Sorveglianza ha accolto subito la richiesta avanzata dai servizi sociali ai quali Guede era stato affidato.

Il delitto di Perugia e la gogna senza fine del "popolo social"

Guede, imputato per concorso in omicidio, è l'unico condannato per il delitto di Perugia del 2007. La studentessa uccisa a coltellate venne trovata sul pavimento della sua stanza coperta da un piumone e parzialmente denudata. Qualche giorno dopo vennero fermati dagli investigatori la coinquilina della ragazza, Amanda Knox, il fidanzato Raffaele Sollecito ed il titolare del Pub dove saltuariamente lavorava la Knox, Patrick Lumumba. Il successivo processo ebbe un iter particolarmente travagliato e, alla fine, tutti gli altri imputati ne uscirono assolti.

Sollecito: "Io sono assolutamente convinto della sua colpevolezza"

"Io sono assolutamente convinto della sua colpevolezza. Ribadisco tutte le volte che non è una sentenza in concorso, in quanto lui dalla Corte di Cassazione ha fatto un processo a parte. Ci sarebbe da discutere molto su questo perché è molto strano che abbiamo fatto due processi separati. Purtroppo a lui è stato accettato un rito abbreviato da parte dei giudici, noi abbiamo fatto un rito ordinario, lui abbreviato. Lui ha avuto una sentenza definitiva come unico responsabile, il concorso era da verificare". Questo il commento di Raffaele Sollecito sulla liberazione anticipata di Rudy Guede, unico condannato per Rudy Guede per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa a Perugia nella notte tra il 1 e il 2 novembre 2007.

Sollecito, coinvolto insieme all'americana Amanda Knox nel caso giudiziario sull'omicidio di Perugia (entrambi si sono sempre proclamati estranei) prima di essere definitivamente assolto dalla Corte di Cassazione, ai microfoni di  Radio 105, si è detto sicuro che sia stato Guede l'assassino di Meredith: "Io sono convinto per dei semplici fatti logici, nel senso che nella stanza del crimine le tracce sono soltanto sue. Nessuno ha pulito né nella stanza del crimine, né nella scena del crimine infatti c'è molta sporcizia. Gli unici che purtroppo hanno fatto casini sono gli inquirenti che hanno fatto molti errori. E poi il fatto che lui abbia detto molte bugie. Provo molta amarezza per il fatto che non si sia mai pentito e io ho rischiato di farmi 30 anni di carcere anche per le sue bugie". 

Sollecito è rimasto in carcere quattro anni. Ha inoltre chiarito di non conoscere Guede ("Io e lui non ci conosciamo") e di non avere nessun messaggio da mandargli: "I danni che sono stati fatti alla mia vita per lo più sono stati fatti dagli inquirenti, lui avrebbe potuto fare chiarezza in questa vicenda e non lo ha fatto. Il fatto che mi abbia accusato lo dimostra. A parte accusarmi velatamente lui ha avuto indifferenza nei miei confronti, io non posso che rispondere con indifferenza. Non saprei cosa dirgli".

E' invece ancora in contatto con Amanda: "Ci sentiamo molto saltuariamente. L'ho sentita perché mi ha consigliato un giornalista o perché mi ha fatto sapere che è nata la bambina e le ho fatto gli auguri, ma molto saltuariamente". Quanto a Meredith, "ho sempre avuto difficoltà a parlare di lei perché non la conoscevo. Questa è una storia davvero brutta perché ero il fidanzato di Amanda in quel periodo, io Amanda l'ho frequentata per due settimane, Meredith l'avrò vista un paio di volte, di lei posso dire pochissimo".

Duro sfogo anche di Amanda Knox

Ieri è arrivato un duro sfogo anche di Amanda Knox: "Guede – scrive Amanda - possiede un enorme potere di guarire le ferite degli altri danneggiati dalle sue azioni. Può dire la verità, assumersi la responsabilità e smetterla di incolparmi per lo stupro e l’omicidio di Meredith Kercher, che moltissime prove dimostrano ha commesso da solo”. Gesto che Knox  ritiene doveroso sia per i familiari della vittima che per lei e Sollecito, in modo da “porre fine e torbide speculazioni sul caso e ripristinare la mia reputazione, danneggiata assieme a quella di Raffaele”. Amanda Knox è pronta a perdonare Guede: “Se solo mostrasse vero rimorso  gli augurerei ogni bene. Le persone cambiano, Rudy è cambiato? Dicono che la verità rende liberi, oggi lui è libero ma deve ancora dire la verità".

Rudy Guede vuole essere dimenticato

"Ora Rudy Guede vuole solo essere dimenticato", ha dichiarato il professor Claudio Mariani, che insegna al Centro studi criminologici di Viterbo e ha seguito Guede in tutto il suo percorso detentivo. "Su ogni storia prima o poi dovrebbe calare il sipario. Rudy la mattina alle 8 prende servizio come volontario alla mensa della Caritas e il pomeriggio lavora nella biblioteca del nostro centro studi per mantenersi. Non c'è più altro da aggiungere a questa storia eccetto il fatto che la vita di una giovane ragazza inglese è stata stroncata e dalla sua famiglia abbiamo potuto imparare la grande dignità e il valore del silenzio. Anche per questo oggi Rudy vorrebbe continuare a adoperarsi per il prossimo, lavorare e soprattutto rimanere in silenzio".

Ieri la giornalista tv Franca Leosini sottolineava il "comportamento esemplare" tenuto da Rudy in questi anni: 12 in carcere e gli ultimi 2 in semilibertà. "In carcere ha avuto un percorso riabilitativo di grande intensità. Si è laureato in sociologia. Ha lavorato per il reinserimento dei carcerati, è un volontario Caritas, è considerato una risorsa a Viterbo. Quale che sia la verità di questa terribile storia, si è ampiamente riscattato e merita di essere inserito nella società", ha concluso.

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