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Martedì, 16 Aprile 2024
Dramma / Trento

Runner non fa rientro a casa, trovato morto nei boschi: "Sventrato, forse ucciso da un orso"

Tragedia nei boschi di Caldes in Val di Sole. Il giovane, 26 anni, appassionato di corsa, era uscito nel pomeriggio di ieri per un'abituale sessione di allentamento, dirigendosi sopra l'abitato di Caldes. Il mancato rientro a casa ha preoccupato la compagna. Cadavere ritrovato sventrato nei boschi

Tragedia nei boschi di Caldes, in Val di Sole, in Trentino. Un giovane di 26 anni, appassionato di corsa, era uscito di casa nel pomeriggio di ieri per un'abituale sessione di allentamento, avviandosi di buon passo sopra l'abitato di Caldes. Il mancato rientro a casa ha preoccupato la compagna. Scattato l'allarme alle forze dell'ordine, le ricerche sono iniziate nella serata di ieri da parte dei carabinieri della compagnia di Cles, con il supporto delle unità cinofile, e con i vigili del fuoco volontari della zona.

Il drammatico ritrovamento qualche ora più tardi. In corso i rilievi della scientifica, mentre il personale del corpo forestale del Trentino è sul posto in attesa di indicazioni da parte degli investigatori. Il cadavere è stato trovato a 1500 metri, con diverse ferite profonde sul corpo. Il medico legale dovrà stabilire l'origine delle ferite. Non è escluso che possa esserci stata l'aggressione di un animale selvatico. Sul posto si è recato anche il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti assieme a un dirigente della protezione civile.

Gli abitanti di Caldes danno quasi per scontata l'aggressione da parte di un orso. Da tempo si parla di avvistamenti in zona.

Attaccato e sventrato da un orso?

"In questo momento sono in corso accertamenti a Caldes, dove il cadavere di un uomo - sembrerebbe un giovane ragazzo scomparso ieri pomeriggio dopo essere uscito per una corsa - è stato rinvenuto presso la località conosciuta come 'sesta curva', dove pare sia stato aggredito da un animale selvatico (probabilmente un grande carnivoro). Secondo i primi rilievi, sembrerebbe che il giovane sia stato aggredito sulla strada, trascinato nel bosco e, una volta lì, sventrato", fa sapere Claudio Cia, capogruppo di Fdi in consiglio nella provincia autonoma di Trento.

"Fatto questo che, se verificato, rappresenterebbe un dettaglio agghiacciante. Dispiace, in queste occasioni, ribadire come il sottoscritto sia stato facile premonitore di un avvenimento condizionato dall'impossibilità - dovuta al bisticcio di competenze tra Stato e Provincia autonoma di Trento - di gestire il problema della convivenza dell'uomo con i grandi carnivori in un piccolo territorio di montagna come il nostro. All'inizio di marzo - aggiunge  Cia - a seguito dell'aggressione avvenuta a Rabbi, sulla mia pagina Facebook scrivevo: 'Questo succede perché è prevalsa la linea irrazionale dei fondamentalisti, quella di chi pensa che l'orso valga più dell'essere umano e che pertanto sono disposti a vedere un uomo morto'. Oggi, che ci troviamo a piangere la scomparsa di una persona, mentre ci stringiamo alla famiglia del ragazzo, pensiamo a questi progetti che da opportunità, sono inevitabilmente divenuti una problematica", conclude Cia.

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