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Lunedì, 27 Maggio 2024
Il risarcimento / Verona

Operata da uno specializzando rimane tetraplegica: risarcita con oltre 700mila euro

Sabrina di Girolamo era stata operata nel 2017 a Verona: da oltre sei anni aspettava giustizia

Oggi Sabrina ha 42 anni e due figlie ormai grandi. Ma nessuna potrà purtroppo spostare le lancette prima del 22 agosto 2017. In quella data la donna, allora 36enne, si era sottoposta a un intervento chirurgico per la rimozione di un tumore benigno. Un'operazione classificata a "rischio zero", ma eseguita da uno specializzando piuttosto che da un professionista. Nell'intervento Sabrina perde l'uso di braccia e gamba e diventa tetraplegica. Da quel giorno comincia la sua battaglia legale. Secondo quanto dichiarato dal giudice, la manovra di posizionamento della paziente sarebbe stata eseguita in maniera scorretta e ciò ha provocato il trauma e il conseguente danno permanente alla paziente.

"Avevo solo 36 anni, due figlie da crescere e tanti sogni - racconta in un'intervista al Corriere della Sera -. Quel maledetto 22 agosto 2017 mi hanno tolto tutto, la mia vita è diventata un inferno. Mai e poi mai riuscirò a elaborare questa nuova realtà, nonostante siano passati quasi sei anni" aveva dichiarato la donna, mesi fa, al Corriere della Sera. L'errore medico ha posto fine anche al suo lavoro: Sabrina di Girolamo prima dell'operazione lavorava come parrucchiera a Terracina, in provincia di Latina. 

L'azienda ospedaliera veronese era già stata condannata in primo grado a corrispondere alla donna 1,6 milioni di euro. Eppure Sabrina aveva visto solo 50mila euro finora. E se i soldi non possono certo restituirle la salute, sono di certo necessari per curarsi. I due medici, accusati di lesioni colpose connesse all'esercizio della professione medica, non sono finiti a processo solo perché lei ha accettato il risarcimento e ritirato la querela.

Ora arriva finalmente la svolta: con la sentenza del tribunale scaligero, è stato raggiunto "un accordo transattivo che ha previsto la ripartizione tra le parti (Azienda, medici, compagnie assicurative) della somma indicata in sentenza. Il nosocomio veronese ha corrisposto alle controparti, lo scorso 10 ottobre, la somma di 769.900 euro quale risarcimento del danno, mentre la restante quota è rimasta a carico delle assicurazioni degli altri convenuti" fanno sapere dall'azienda sanitaria veronese con una nota. Un risarcimento che non potrà certo ridare a Sabrina la salute e l'uso di gambe e braccia, ma che le permetterà di affrontare il futuro con maggiore serenità. 

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