Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca

A Saletta più morti che abitanti: non c'è più nulla, ora è un paese fantasma

Saletta come Onna. Nella piccola frazione di Amatrice sono crollate tutte le case e l'unica chiesa. Una dozzina di abitanti, 22 i morti: residenti, ma anche chi era tornato come ogni anno per passare l'estate nel borgo natio

(Foto Ansa)

La frazione di Saletta non c'è più. Il terremoto del 24 agosto 2016 ha spazzato via questo piccolo borgo a pochi chilometri da Amatrice. Una dozzina di abitanti, ventidue i cadaveri recuperati tra le macerie. Residenti, ma anche molte persone che erano venuti per le ferie, come ogni anno. L'estate il paese si riempiva, si ritrovavano i vecchi amici, in un intreccio di parentele e cognomi, sempre gli stessi, uguali sui citofoni e sulle cassette delle lettere. Persone che durante l'anno lavoravano fuori, soprattutto a Roma, per poi tornare alle proprie radici, tra quelle poche case in mezzo alle montagne. Ora di tutto questo non restano che le macerie, sono venute giù tutte le abitazioni e l'unica chiesa del paese. Saletta come Onna, la frazione dell'Aquila distrutta dal terremoto nel 6 aprile 2009, divenuta il simbolo di quella tragedia: 41 morti su 350 abitanti. 

IL DRAMMA DI CHI NON CE L'HA FATTA - Da Roma era venuto anche il tassista Marcello, insieme a sua moglie Rosella: sono morti entrambi, in quella casa che avrebbe dovuto accoglierli una volta raggiunta la pensione. Loretta Nobile e suo marito Gabriele, col quale tanti anni fa avevano aperto una trattoria a Trastevere, sono rimasti sepolti nel crollo della loro vecchia casa di famiglia. Stefania Nobile e la sua famiglia è viva per miracolo, ma gli ospiti del loro bed&breakfast sono morti nel crollo della struttura. A Saletta è morta anche Tiziana Lo Presti, funzionaria della Protezione Civile: era venuta da Roma per assistere la madre malata, ricoverata in ospedale. L'anziana si è salvata, lei invece no, per un tragico e sinistro scherzo del destino. 

LE STORIE DEI SOPRAVVISSUTI - Mina e suo figlio Valerio sono riusciti a salvarsi, calandosi dalle rovine della loro vecchia casa di famiglia con due lenzuola attorcigliate. Elisabetta e suo marito Maurizio Tocca, insieme ai figli Pietro e Marcella si sono ritrovati scaraventati giù, in mezzo ai calcinacci, vivi. Marcella è voluta ripartire subito per Roma, loro sono rimasti per cercare di riimettere insieme i ricordi di una vita passata nel paese, dove tornavano spesso dalla Capitale. 

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