Sabato, 31 Luglio 2021
ITALIANI RAPITI

Salvatore disse ai sequestratori: "Vi prego, non consegnateci all'Isis"

Il drammatico racconto di Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, i due tecnici italiani liberati dopo mesi di prigionia. "Parlavano solo arabo. Un giorno hanno portato via Failla e Fausto Piano ma non abbiamo capito il perché". Il sospetto è che qualcuno possa aver "venduto" i due tecnici italiani

I due italiani rapiti in Libia e poi liberati

"Vi prego, vi prego, non dateci a quelli dell'Isis, del Daesh". Così ha detto ai sequestratori Salvatore Failla, facendosi capire in francese ma anche a gesti.

Le parole del tecnico siciliano sono state ricordate dai suoi colleghi della Bonatti, Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, ascoltati ieri per quasi sette ore dagli inquirenti della Procura di Roma, dai carabinieri del Ros e dagli uomini dello Sco della polizia. Le deposizioni hanno segnato chi deve indagare adesso sulla morte di Failla e del suo collega, Fausto Piano.

Gli atti istruttori sono stati più volte interrotti per le lacrime, il pianto di Calcagno. Gli elementi forniti rispetto ai rapitori ed ai carcerieri sono ritenuti "d'ambiente", ma non chiaramente indicativi. Perché pochissimi sono stati i dialoghi, molte le botte e non c'è stato momento in cui "quelli" non avessero indosso il cappuccio.

IL RACCONTO DEL RAPIMENTO - Dati certi: nel gruppo di sequestratori c'era un uomo che parlava "male" il francese; c'erano una donna con un bambino. Riguardo ai momenti del rapimento sia Pollicardo che Calcagno hanno chiarito di esser stati presi nel corso di un viaggio che dalla Tunisia li avrebbe dovuti portare nello stabilimento dell'Eni a Mellitah dove lavorano. Ma non erano sconsigliati i viaggi via terra?, è stato chiesto. Quello di Pollicardo e gli altri è stato forse il primo viaggio, il 20 luglio dello scorso anno, avvenuto in macchina e non in nave. "L'autista libico lo abbiamo perso di vista quando ci hanno presi, venne fatto salire su una auto diversa", hanno continuato.

"HANNO PRESO SALVATORE E FAUSTO" - Le privazioni del cibo così come le botte sono state la realtà di questi mesi. "Parlavano solo arabo". Pollicardo e Calcagno hanno chiarito agli investigatori che si sono fatti coraggio "stando insieme" agli altri, l'uno accanto all'altro. Duri sono stati i ricordi del momento di pochi giorni fa quando i rapitori "hanno preso Failla e Fausto Piano e li hanno portati via". I due tecnici hanno sottolineato subito dopo: "Non abbiamo capito il perché".

Nessuna indicazione rispetto ai due covi, che si dovrebbero trovare sempre nella zona di Sabrata. Il sospetto adesso è che qualcuno possa aver "venduto" quei tecnici italiani. Forse servendosi di qualche contatto.

LA FUGA - Pollicardo e Calcagno, senza conoscere la sorte dei compagni di sventura, sono rimasti quasi 48 ore chiusi in una casa, senza cibo nè acqua. "Per due giorni non abbiamo sentito alcun rumore e allora abbiamo deciso di forzare la porta e provare ad uscire. Per fortuna ci è andata bene". Il dato che desta impressione è la risposta data a Failla rispetto alla cessione all'Isis. "Non vi vendiamo a chi ammazza le persone". Questo elemento insieme con il fatto che i sequestratori non facessero preghiere abituali fa ritenere che non facessero parte di gruppi estremisti.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Salvatore disse ai sequestratori: "Vi prego, non consegnateci all'Isis"

Today è in caricamento