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Sabato, 25 Maggio 2024
Marcia indietro / Milano

Salvatore Parolisi: revocati i permessi premio dopo le parole sulla moglie Melania Rea

Il tribunale di sorveglianza di Milano ha deciso lo stop alle uscite dal carcere di Bollate per fare volontariato in una parrocchia. Secondo i magistrati, ha dimostrato di "non aver compreso il significato della condanna", svalutando il processo

La "libertà" è durata poco, pochissimo. È costata cara, a Salvatore Parolisi, condannato a 20 anni per l'omicidio della moglie Melania Rea, l'intervista rilasciata a "Chi l'ha visto?" il 2 luglio scorso, in occasione di un'uscita dal carcere di Bollate (Milano). I suoi permessi premio sono stati cancellati: la decisione del tribunale di sorveglianza di Milano è arrivata dopo i commenti dell'ex caporal maggiore dell'esercito sulla "condanna ingiusta" e sulla figura della moglie Melania Rea. Parolisi, che ha già scontato 12 anni per l'omicidio della moglie, avvenuto nel 2011, aveva ottenuto una serie di permessi premio fino a ottobre, ma ora i 15 rimanenti sono stati revocati dal giudice.

Parolisi alla trasmissione "Chi l'ha visto?" aveva ribadito la sua innocenza. "Ho tradito Melania più volte, ma non l'ho uccisa. E con Ludovica era solo una scappatella", aveva dichiarato l'ex militare, che non aveva avuto poi belle parole per Melania. "Le davo ogni mese 500 euro sui 1.300 che guadagnavo: se non è amore questo...", si era chiesto addossandole anche la responsabilità delle scappatelle avute negli anni. Il tribunale di sorveglianza, dopo l'intervista che ha suscitato lo sdegno della famiglia della vittima, ha deciso quindi di revocare i permessi. Secondo il Corriere della Sera, per il giudice Parolisi "non ha ancora fatto quel lavoro introspettivo per poter essere reinserito nella società dopo aver scontato la pena, non ha compreso il significato e la valenza dei permessi premio che hanno lo scopo di riabilitazione sociale".

Le dichiarazioni incriminate, in particolare, sarebbero quelle in cui Parolisi affermava: "Da uomo, da militare, da padre soprattutto, tu mi devi dare l'ergastolo, mi butti la chiave e non mi fai uscire più, se dici che io ho fatto una cosa del genere, e me lo provi, però. Perché a me non me lo hanno mai provato". Parole con cui, secondo i magistrati, Parolisi ha dimostrato di "non aver compreso il significato della condanna" svalutando il processo, il percorso di reinserimento e la figura della donna.

E così "la gravità delle esternazioni" ha convinto il tribunale a fare marcia indietro. Questo percorso di riflessione dovrebbe servire a Parolisi anche per restituire "piena dignità alle vittime e alla loro storia in un'ottica riparativa". Dopo aver passato 12 anni in carcere, nei prossimi quattro mesi Salvatore Parolisi sarebbe dovuto uscire una volta alla settimana per fare volontariato in una parrocchia di Milano dalle 10 alle 22. Ma ora è arrivato lo stop.

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