Mercoledì, 16 Giugno 2021
"Omicidio premeditato" / Reggio Emilia

La scomparsa di Saman: la foto che incastra i parenti "ripresi con le pale prima di scavare la fossa"

Le persone, poi identificate dagli inquirenti in zio e cugini indagati, si dirigono nei campi sul retro della casa a Novellara (Reggio Emilia). Per i carabinieri è una prova dell'uccisione della ragazza che aveva rifiutato un matrimonio combinato

Un fermo immagine del video del 29 aprile relativo allo zio e ai due cugini di Saman Abbas che secondo le ipotesi investigative starebbero andando a scavare la fossa per nascondere il corpo della ragazza, Roma, 7 Giugno 2021. ANSA

Le ricerche di Saman Abbas, la 18enne di origini pakistane residente a Novellara (in provincia di Reggio Emilia) di cui non si hanno più notizie da più di un mese, vanno avanti da giorni. Il padre della giovane, dal Pakistan, aveva detto a un giornalista che Saman è viva, si trova in Belgio, e di averla sentita. Le cose però non sarebbero andate così. "Proseguono le ricerche dei resti della persona offesa, che purtroppo riteniamo sia deceduta. Non darei nessun riscontro positivo a quello che ha detto il padre, abbiamo appurato che in Belgio non c'è la ragazza", ha detto la procuratrice di Reggio Emilia Isabella Chiesi. Per la procura si sarebbe trattato di un omicidio premeditato, anche se è "difficile sapere adesso chi è l'esecutore materiale, non sappiamo neppure la modalità".

Cosa è successo? Oggi la procura di Reggio Emilia ha diffuso tre "frame" relativi a un video in cui compaiono alcuni parenti della ragazza che, secondo le ipotesi investigative, potrebbero essere stati ripresi mentre si dirigevano a scavare una fossa. Sono le 19.33 del 29 aprile 2021, tre uomini si dirigono nei campi sul retro di una casa con due pale, un secchio con un sacco azzurro e un piede di porco. La scena è fissata nei frame di un video che viene ritenuto chiave nelle indagini sulla scomparsa della diciottenne. Immagini che rafforzano l'ipotesi di omicidio della giovane sparita da oltre un mese da Novellara, paese nella Bassa reggiana, dopo aver rifiutato un matrimonio combinato con un connazionale in Pakistan. I genitori di Saman, lo zio Danish e due cugini sono indagati dalla procura di Reggio Emilia per omicidio. Proprio lo zio e i cugini sono le persone che, secondo gli inquirenti, compaiono nel video.

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Secondo le ipotesi investigative, Saman sarebbe stata uccisa la sera del 30 aprile. Gli indagati sono tutti irreperibili tranne un cugino, Ikram Ijaz, fermato nei giorni scorsi a Nimes, in Francia, e del quale si attende l'estradizione. I coniugi Abbas sono volati in Pakistan a inizio maggio. Lo zio e l'altro cugino della ragazza sono in fuga, si presume in Europa. Al 30 aprile risale un altro dei video al vaglio degli inquirenti estrapolati dalla telecamera di videosorveglianza nei pressi della casa della famiglia Abbas. I filmati di questa data sotto esame sono due: uno in cui si vede Saman uscire di casa con uno zaino insieme ai familiari, senza fare ritorno. Ad oggi è l'ultimo suo avvistamento. Poi ci sono altri frame in cui il padre rientra a casa e con sé ha lo zaino che prima era in spalla alla figlia.

"Un lavoro fatto bene"

Per quanto riguarda il filmato del 29 aprile in cui si vedono uomini con due pale, un sacco, un secchio e un piede di porco, i carabinieri ritengono che i tre abbiano preparato la fossa per l'occultamento del cadavere. Il giorno dopo Saman sarebbe stata accompagnata con una scusa o false rassicurazioni dallo zio, che poi l'avrebbe uccisa. Zio che avrebbe scritto di "un lavoro fatto bene" in una chat a una persona molto vicina a lui, parlando della ragazza e della sua scomparsa. E proprio Saman avrebbe sentito parlare in casa di omicidio considerato come l'unica "soluzione" per le donne che non si attengono alle regole di vita del Pakistan, e avrebbe avuto un presentimento agghiacciante: "Parlano di me".

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Sulla vicenda ci sono ancora alcuni dubbi. Per chiarirli sono attese la testimonianza del cugino fermato in Francia e l'audizione di un minore informato dei fatti, attualmente blindato in una comunità protetta. È il minore che avrebbe puntato il dito contro lo zio di Saman come esecutore materiale del delitto. I carabinieri del Nucleo investigativo e dei colleghi della stazione di Novellara stanno cercando ormai da giorni, senza sosta, il corpo della ragazza nelle campagne della Bassa Reggiana, passando al setaccio i campi dietro la casa e l'azienda agricola dove lavorava la famiglia Abbas.

Le accuse del fratello: "È stata strangolata"

"È stata strangolata", avrebbe detto il fratello sedicenne di Saman dopo essere stato fermato, accusando lo zio Danish Hasnain, 33 anni, di aver pianificato il delitto. La Gazzetta di Reggio ha pubblicato nell'edizione odierna il riassunto del verbale reso dal giovane ai carabinieri. Danish, l'uomo sospettato dalla procura per avere ucciso Saman nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio, "dice che ci avrebbe pensato lui. Tutto avviene sotto gli occhi del minorenne", riporta il quotidiano locale. Quando viene a sapere che la figlia Saman è stata uccisa, il padre si sente male, ma sarebbe stato lui ad affidarsi a Danish contro la figlia che si era ribellata all'imposizione del matrimonio combinato. Quando Danish rientra in casa non ha nulla in mano: da questo il fratello deduce che la sorella sia stata uccisa con lo strangolamento. L'uomo ora è ricercato in tutta Europa.

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