Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca Reggio Emilia

Saman Abbas: 67 giorni di buio, stop alle ricerche del cadavere

Dopo oltre due mesi di ininterrotte ricerche, ed in attesa di eventuali nuove indicazioni che potrebbero comunque giungere nel corso delle indagini, vengono sospese le ricerche di Saman Abbas, la ragazza pachistana della quale non si hanno più notizie dal 30 aprile scorso, concentrate da oltre due mesi nell'area dell'azienda agricola di Novellara

Non la cercano più, per ora. Dopo 67 giorni di ininterrotte ricerche, ed in attesa di eventuali nuove indicazioni che potrebbero comunque giungere nel corso delle indagini, vengono sospese le ricerche di Saman Abbas, la ragazza pachistana della quale non si hanno più notizie dal 30 aprile scorso, concentrate da oltre due mesi nell'area dell'azienda agricola di Novellara.

Novellara: centinaia di specialisti impegnati

I carabinieri del nucleo investigativo di reggio Emilia e della compagnia di Guastalla, coordinati dalla Procura reggiana, proseguiranno le indagini sia per arrivare ad elementi per il ritrovamento del corpo della ragazza sia per catturare le persone ritenute responsabili dell'omicidio e dell'occultamento del cadavere. Nei 67 giorni di ricerche sono stati impiegati complessivamente 500 carabinieri, unità cinofile, eliportuale e la componente forestale dell'Arma, vigili del fuoco con natanti e cinofili, polizia provinciale, unità cinofili specializzate nella ricerche di cadaveri della polizia tedesca e di un'associazione di volontari svizzera. Sono stati inoltre utilizzati strumentazioni specifiche quali geo scanner in Hd, elettro magnetometri, droni. Le ricerche sono state condotte anche attraverso l'analisi delle informazioni satellitari e delle telecamere presenti nella zona.

La scomparsa di Saman

Saman era scomparsa lo scorso 29-30 aprile. Da due mesi e mezzo non si hanno sue notizie e gli inquirenti sono convinti che la giovane sia stata uccisa dopo essersi rifiutata di prendere parte al matrimonio combinato organizzato per lei dalla famiglia nel 2020. Il fidanzato di Saman, un ventunenne di origini pachistane, il 9 febbraio scorso presentò una denuncia dicendo che il padre della ragazza, con altre persone, si presentò a casa dei suoi genitori dicendo: "Se tuo figlio non lascia Saman sterminiamo tutta la famiglia". Il copro di Saman non è ancora stato trovato.

I genitori hanno lasciato l'Italia due mesi fa e nei loro confronti l'Italia ha inoltrato la richiesta di rogatoria al Pakistan. Tra due giorni il tribunale del Riesame di Bologna si pronuncerà sulla misura cautelare di Ikram Ijaz, cugino di Saman, 28enne: è in carcere a Reggio Emilia dopo essere stato arrestato il 29 maggio scorso in Francia mentre stava tentando di raggiungere la Spagna in autobus. Un mese fa, il 9 giugno, è stato consegnato alle autorità italiane. 

I genitori di Saman Abbas sono indagati con l'accusa di omicidio premeditato, sequestro di persona e occultamento di cadavere, in concorso con lo zio di Saman (ritenuto l'esecutore materiale), un cugino della ragazza (questi ultimi due latitanti e ricercati in tutta Europa) e anche Ikram Ijaz, l'unico arrestato della vicenda fino a oggi.

Il fidanzato di Saman: "Spero sia stata rapita, la cercherò per sempre"

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