Martedì, 15 Giugno 2021
Svanita da un mese / Reggio Emilia

Saman Abbas, 18enne scomparsa nel nulla: gli indagati salgono a cinque

Nel mirino degli inquirenti sono finiti anche due cugini della ragazza, che potrebbero aver avuto un ruolo fondamentale nella sparizione: i due sono stati ripresi dalle telecamere mentre uscivano da un capannone con degli attrezzi da lavoro

Saman Abbas

Sono diventate cinque le persone indagate per la scomparsa di Saman Abbas, la ragazza di 18 anni residente a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, svanita nel nulla da circa un mese. Oltre ai genitori ed uno zio, sul registro degli indagati sono finiti anche due cugini della ragazza, che in alcuni video sono stati riconosciuti mentre trasportavano degli attrezzi da lavoro. 

Scomparsa Saman Abbas: indagati anche due cugini

Secondo quanto si apprende dai carabinieri, nelle ultime ore gli sviluppi investigativi hanno permesso di individuare altre due persone che avrebbero avuto un ruolo nella sparizione della ragazza. In particolare, dalla visione delle immagini della videosorveglianza dell'azienda, sono stati riconosciuti due cugini della giovane. I due sono stati ripresi la sera precedente all'ultimo avvistamento della ragazza mentre uscivano dal capannone con attrezzi da lavoro utilizzati verosimilmente per preparare la buca.

Complessivamente, quindi, sono salite a 5 le persone iscritte nel registro degli indagati. In mattinata riprenderanno le operazioni di ricerca che si concentreranno alle spalle del capannone attraverso l'ispezione in particolare di alcuni pozzi e canali nonché di altre serre senza l'ausilio di unità cinofile.

Saman Aabbas, continuano le ricerche

Intanto, la comunità del Pakistan in Italia si è messa ''a disposizione delle autorità italiane'' impegnate a far luce sulla scomparsa di Saman Abbas. Lo ha confermato il rappresentante della comunità pachistana in Italia, Ahmad Ejaz, dicendosi ''fiducioso che le autorità italiane e pachistane stiano facendo il possibile per ritrovarla''. Mentre si rafforzano i timori che la ragazza sia stata uccisa dopo aver rifiutato un matrimonio combinato con un cugino, Ejaz condanna ''con forza la pratica barbara del matrimonio combinato forzato'' e sottolinea che ''non rientra nella tradizione del Pakistan, né dell'Islam''. Piuttosto, rientra semmai nella ''cultura di una singola persona o di un villaggio, ma non si deve generalizzare''.

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