Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca

Oltre 13 milioni di italiani rinunciano a curarsi per motivi economici

È l’Emilia Romagna, la regione in testa per efficienza del sistema sanitario italiano, mentre la Calabria abbandona, per la prima volta, l'ultima posizione tra le realtà "malate" collocandosi immediatamente al di sopra di Sicilia e Molise

Nel 2017 ben 13 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi per motivi economici, per le lunghe liste di attesa o perché non si fidano del sistema sanitario della loro regione. In una famiglia su tre (34,3%) in Italia qualcuno quindi ha rinunciato a curarsi. È questo uno dei dati emersi dall’analisi dell’Ips, l’Indice di Performance Sanitaria, sviluppata per il terzo anno consecutivo dall’Istituto Demoskopika sulla base di otto indicatori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, risultato d’esercizio, disagio economico delle famiglie per spese sanitarie out of pocket, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, costi della politica e speranza di vita.

Tra i fattori principali della rinuncia figurano i «motivi economici» (10,9% dei casi) e le «lunghe liste di attesa» (9,8%). L’8,9% del campione intervistato ha detto di non curarsi «in attesa di una risoluzione spontanea del problema» o, addirittura, per «paura delle cure» (2,9%). L’impossibilità ad occuparsi della propria salute o di quella dei familiari perchè «curarsi fuori costa troppo, non fidandosi del sistema sanitario della regione in cui vive» ha rappresentato un deterrente per l’1,6%, con un picco nelle realtà regionali del Sud pari al doppio (3,1%).

La classifica regione per regione

È l’Emilia Romagna, la regione in testa per efficienza del sistema sanitario italiano, strappando la prima posizione al Piemonte, mentre Sicilia e Molise si collocano in coda tra le realtà “più malate” del paese. In totale sono sei le realtà territoriali definite “sane”, nove le aree “influenzate” e cinque le regioni “malate”. 

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Crolla il Piemonte che precipita di ben 10 posizioni rispetto all’anno precedente, collocandosi nell’area delle regioni “influenzate”. Entrano, inoltre, nell’area delle realtà sanitarie d’eccellenza, Marche, Veneto, Toscana e Umbria. Al Sud la migliore perfomance spetta alla Puglia, all’Abruzzo e alla Basilicata che migliorano la loro “condizione”, rispetto all’anno precedente, lasciando l’area dei sistemi sanitari locali più sofferenti. La Calabria abbandona, per la prima volta, l’ultima posizione tra le realtà “malate” collocandosi immediatamente al di sopra di Sicilia e Molise.

I costi della migrazione sanitaria

Tra i 13,5 milioni di italiani, pari al 22,3%, che hanno rinunciato a curarsi, molti non hanno potuto affrontare i costi della migrazione sanitaria ritenuti troppo esosi. Un comportamento ancora significativamente preoccupante nonostante una rilevante contrazione rispetto al 2016 pari all’11,8%. Il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio, è stato chiaro: “Razionalizzare la mobilità senza prima valorizzare le strutture sanitarie al Sud – ha detto - minerebbe il diritto alla salute principalmente dei cittadini meridionali".

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