Domenica, 28 Febbraio 2021
Pisa

Sara Calzolaio: "Io, insultata sui social perché Antonio Logli mi ha chiesto di sposarlo"

La compagna dell'uomo in carcere per l'omicidio di Roberta Ragusa ha deciso di farsi tutelare dall'avvocato Federica Tartara, affiancata dalla criminologa Anna Vaglia

Calzolaio entra in procura in una foto Ansa del 2013

Sara Calzolaio, la fidanzata di Antonio Logli, rinchiusi nel carcere di Massa (Massa Carrara), dove sconta una pena a vent'anni di reclusione per l'omicidio della moglie Roberta Ragusa, denuncia di avere ricevuto insulti e minacce sui social dopo avere confessato che il suo compagno le ha chiesto di sposarla e per questo ha deciso di farsi tutelare dall'avvocato genovese Federica Tartara che sarà affiancata dalla criminologa Anna Vaglia, già consulente della famiglia Logli, per valutare quali azioni intraprendere contro gli haters. Lo ha reso noto la stessa Sara Calzolaio, in una dichiarazione ripresa dall'agenzia di stampa Ansa

"In considerazione degli attacchi social, verbali e anche epistolari ricevuti dopo la notizia del matrimonio - spiega Calzolaio - ho ritenuto opportuno nominare, in accordo con la criminologa Anna Vagli, come mio legale l'avvocato Federica Tartara del Foro di Genova. Dopo così tanti anni è divenuto imprescindibile tutelare anche la mia di posizione da troppo tempo indebitamente bersagliata".

"Sono grata a Sara per la fiducia accordatami - commenta l'avvocato Tartara - e comprendo la sua necessità di essere tutelata a fronte di attacchi ingiustificati, non è semplice la sua posizione e io mi adopererò, a fianco della criminologa Anna Vagli, al massimo affinché non debba più subire ingiuste vessazioni". 

L'omicidio di Roberta Ragusa: mai trovato il cadavere

Roberta Ragusa svanì nel nulla la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 e per la giustizia italiana è stato il marito, condannato nei tre gradi di giudizio, a ucciderla probabilmente al culmine di un litigio per poi distruggerne il cadavere. Dal luglio 2019 Logli è recluso nel carcere di Massa. 

Chi conserva pubblicamente il ricordo di Roberta (tra cui vari parenti e le cugine che sono spesso andate nelle trasmissioni tv che hanno seguito il caso nel corso degli anni) ha sempre escluso l'allontanamento volontario: la donna non avrebbe mai nemmeno pensato di lasciare i figli, e non ci sono mai state conferme di alcun tipo su presunti avvistamenti nel corso degli anni. 

Antonio Logli l'ha uccisa, secondo la Cassazione, la notte stessa della scomparsa. La motivazione stabilita dai giudici si trova nelle quasi 50 pagine con cui la Corte articola la sentenza di condanna in via definitiva a 20 anni di carcere per omicidio volontario e distruzione di cadavere. La sentenza definitiva di condanna risale alla scorsa estate.  Nelle motivazioni si delinea la personalità di Roberta, molto legata ai figli, ma soprattutto il contesto di crisi familiare in cui la vicenda si è inserita. Ha pesato la relazione, nota a Roberta, di Antonio con S.C., amica e collaboratrice della vittima.

Per i giudici Roberta pensava alla separazione dal marito, e proprio tale scelta avrebbe peggiorato la situazione patrimoniale di Logli. Il rapporto coniugale, scrivono gli ermellini nelle motivazioni della sentenza, "si era logorato per la relazione extraconiugale intrattenuta dal Logli, di cui la Ragusa era divenuta consapevole, sospettando anche l'identità dell'amante del marito". L'uomo voleva portare avanti la sua relazione parallela ma allo stesso tempo non voleva separarsi, "ne temeva le conseguenze economiche visto che la coppia aveva interessi patrimoniali ed economici strettamente connessi". Due settimane fa Logli ha chiesto a Sara Calzolaio di convolare a nozze.

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