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Sabato, 2 Marzo 2024
Omicidi

Sara, la confessione dell'ex: "Le ho dato fuoco con una sigaretta, poi sono scappato"

Vincenzo Paduano, la guardia giurata 27enne accusato dell'omicidio di Sara Di Pietrantonio, ha confessato solo quando è stato messo con le spalle al muro: "Volevo solo spaventarla, poi ho acceso una sigaretta e c'è stata una fiammata. Forse sono un mostro ma che dovevo fare?"

"È vero l'ho accostata con la macchina, abbiamo discusso e l'ho cosparsa di alcol, ma volevo solo spaventarla, non farle del male. Ero geloso, lo ammetto, a Sara però volevo bene. E poi quando ho acceso la sigaretta, c'è stata una fiammata. A quel punto che potevo fare?". 

E' questa la versione di Vincenzo Paduano, la guardia giurata 27enne accusato dell'omicidio di Sara Di Pietrantonio, la ragazza trovata semicarbonizzata all'alba di domenica in zona Magliana, alla periferia di Roma.

Paduano è stato fermato domenica notte ed ora è accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e stalking. Ha confessato il delitto, ma solo quando è stato messo con le spalle al muro. 

"Faccio il vigilantes al palazzo della Regione, ho fatto il turno di notte. Verso le 2 sono uscito per andare con una prostituta", è stata la prima versione di Paduano. Nelle prime fasi dell'interrogatorio, il 27enne avrebbe anche riservato un tono aggressivo agli inquirenti che lo interrogavano, come riferito dal Corriere della Sera: "Sono stato intimidito mentre aspettavo di essere interrogato, mi hanno fatto vedere delle foto orribili di Sara, volevano farmi paura". E aggiunge: "Non so spiegare che cosa sia successo. Forse voi volete convincermi che sono un mostro, ma non è così. Io non ho fatto niente". 

Di fronte alle prove che lo inchiodano - immagini video, testimonianze, tracciati del gps dell'auto - il giovane crolla: "Sono stato io. Però risponderò ad alcune domande e ad altre no". 

Poi ammette tutto, o quasi. Di fronte all'evidenza, Paduano ammette di essersi appostato sotto casa dell'ex compagno di scuola che Sara aveva da poco iniziato a frequentare: "Non so perché ci sono andato. Ci eravamo lasciati da poco, ma avevo comunque il bisogno di sentirla e di vederla. Ho aspettato che loro due si salutassero e ho anticipato Sara con la macchina. Mi sono fermato davanti a lei, ma non l'ho tamponata. È successo un casino, sono salito sulla Toyota, abbiamo cominciato a discutere, però non l'ho toccata. Ho preso la bottiglia dell'alcol e gliel'ho gettata addosso, sul viso, nell'auto, sul corpo". 

Le immagini di un locale mostrano le raccapriccianti immagini del litigio, la ragazza che cerca aiuto, le auto che non si fermano. 

Un delitto premeditato, secondo gli inquirenti. Ma di nuovo Paduano si difende: "Avevo la sigaretta accesa c'è stata una fiammata. Ho visto che bruciava, urlava. Ma a quel punto non potevo fare niente. Allora sì, è vero quello che dite... allora sono un mostro". 

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