Migranti, Save the Children contro il piano Ue: "Inaccettabile respingerli in Libia"

La ong esprime profonda preoccupazione per il nuovo piano Ue per chiudere la rotte del Mediterraneo centrale

La Ue sta cercando di chiudere la rotta del Mediterraneo. Al vertice informale del prossimo 3 febbraio a Malta, Federica Mogherini e la Commissione presenteranno il piano per frenare i flussi dalla Libia verso d'Italia, migliorare le condizioni die migranti nei campi libici e favorire i ritorni ma anche garantire le richieste di asilo. "Ancora una volta, l’Unione Europea si sta sottraendo alla propria responsabilità di tutelare i diritti dei migranti, senza offrire alcuna garanzia a uomini, donne e bambini circa il loro futuro dopo che saranno respinti in Libia", tuona Ester Asin, direttore dell’ufficio Advocacy Europa di Save the Children a Bruxelles. La ong esprime infatti "profonda preoccupazione per la nuova proposta dell’Unione Europea per fermare i flussi migratori nel Mediterraneo centrale".

"Respingere le persone in un paese fragile e destabilizzato come la Libia è inaccettabile - ha proseguito Asin - "Le condizioni disumane nei centri di detenzione libici sono state più volte denunciate da varie ong. Inoltre, non vi è alcuna certezza che le persone non saranno rimpatriate forzatamente nei loro paesi di origine”.

Save the Children, insieme a più di 100 Organizzazioni umanitarie, di cooperazione allo sviluppo e di tutela dei diritti umani, ha ripetutamente sollevato "serie preoccupazioni sul cosiddetto Quadro di Partenariato per la Migrazione con la Libia, di cui si discute già dallo scorso anno". Secondo l’organizzazione, infatti, "tale piano ha come unico obiettivo quello di fermare i flussi migratori a discapito della credibilità europea nel difendere e nel tutelare i valori fondamentali e i diritti umani", come si legge in una nota diffusa dall'ong. 

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A settembre 2016 Save the Children ha avviato le proprie operazioni di ricerca e salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. Da allora la nave Vos Hestia di Save the Children ha tratto in salvo oltre 2700 persone, tra cui più di 400 bambini, la gran parte dei quali non accompagnati.
“Molte delle persone che abbiamo salvato sono estremamente vulnerabili e hanno dovuto affrontare sofferenze indicibili pur di cercare un futuro sicuro in Europa. Non possiamo che dirci profondamente delusi da un piano che ancora una volta pone l’accento sulla deterrenza nei confronti dei flussi migratori e che non prevede alcun impegno chiaro sull’apertura di canali di accesso sicuri e legali che consentirebbero alle persone bisognose di protezione internazionale e agli altri migranti di raggiungere l’Europa, persone che altrimenti non avranno altra scelta se non quella di intraprendere viaggi molto pericolosi, affidandosi a trafficanti di esseri umani senza scrupoli”, ha concluso Ester Asin.

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