Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Grandi opere

"Lo Sblocca Italia causa corruzione": il dubbio della Corte dei Conti

Troppe leggi e complessità nel provvedimento che, così strutturato, faciliterebbe la corruzione. Un parere autorevole quello di Raffaele Squitieri, presidente della Corte dei conti: "Qualcosa non va"

C'è qualcosa che non va nello Sblocca Italia e questa volta a dirlo non sono i comitati territoriali contrari agli interventi che il provvedimento determina, ma la Corte dei conti. A mettere sul tavolo del dibattito il tema è proprio il suo presidente, Raffaele Squinteri, durante una lectio magistralis:

Il mondo degli appalti pubblici è tra i più regolati dalla legge e le opere non partono per i troppi ricorsi e le sospensive, attuati perché non si riesce a rispettare tutto il pacchetto enorme di leggi. Siamo arrivati al paradosso: per poter raggiungere un obiettivo si è dovuto fare un disegno di legge per dire che le leggi non si rispettassero. Qualcosa non va.

Un parere autorevole che mette in discussione uno dei provvedimenti più voluti dal governo Renzi, che ha già ricevuto la fiducia di entrambe le Camere. Sarebbero questi i dubbi dell'Autorità anticorruzione sulle norme contenute nel decreto che alzano a 5,2 milioni di euro l'importo degli appalti per i quali non è necessaria una gara: "è un po' preoccupante, la trattativa privata lascia qualche perplessità" ha continuato Squinteri, annunciando che la Corte dei conti terrà alta l'attenzione e "vigilerà" sul provvedimento.

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