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Sabato, 25 Maggio 2024
Il caso

Perché l'obbligo dell'etichetta in scadenza è un pericolo per il latte e i formaggi italiani

Dal 2022 non sarà più necessario indicare l'origine della materia prima utilizzata. Coldiretti lancia l'allarme e chiede un intervento del governo

Il 31 dicembre 2021 scade l'obbligo di etichettatura dell'origine del latte. Ecco perché, senza la necessaria tracciabilità, riconoscere latte e formaggi 100% italiani diventerà più difficile per i consumatori a partire dal 2022. E c'è il rischio di spacciare produzioni estere per made in Italy. Coldiretti lancia l'allarme su ciò che potrebbe accadere e chiede un intervento del governo. 

"Si tratta di un passo indietro pericolosissimo rispetto a un percorso di trasparenza che nel corso degli anni ha portato indiscussi benefici ai cittadini consumatori e alle imprese della filiera agroalimentare che hanno puntato sul 100% made in Italy", ha detto il presidente di Coldiretti Ettore Prandini. Per l'associazione "si rischia così di creare nuovi spazi di manovra per chi inganna i cittadini con prodotti di bassa qualità spacciati per nostrani". Coldiretti ha dunque chiesto al governo "di intervenire con urgenza per la proroga del decreto sul latte e i formaggi e per tutti gli altri in scadenza".

L'Italia, che è leader europeo nella qualità, "ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie - ha aggiunto Prandini - poiché in un momento difficile per l'economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della tracciabilità con l'obbligo di indicare in etichetta l'origine di tutti gli alimenti, venendo incontro alle richieste dei consumatori italiani ed europei".

Con l'obiettivo di estendere l'obbligo di etichettatura su tutti gli alimenti, è stata avviata l'iniziativa europea "Eat original! Unmask your food", promossa dalla Coldiretti, da Campagna Amica e da altre organizzazioni del continente, da Solidarnosc a Fnsea. Sono ben 1,1 milioni le firme raccolte. Ettore Prandini ha anche denunciato la grave situazione che riguarda la filiera del latte: "Con una stalla italiana su due che nell'ultimo decennio ha chiuso i battenti, garantire un prezzo equo del latte significa salvare gli allevatori e, con loro, un patrimonio dell'agroalimentare made in Italy, che vanta ben 56 formaggi a denominazione di origine Dop e Igp e ben 503 specialità tradizionali regionali".

I formaggi italiani taroccati

Alla Mostra nazionale del bovino da latte promossa da Anafibj nell'ambito della Fiera agricola e Zootecnica di Montichiari, è stato aperto dalla Coldiretti il caveau dei formaggi a rischio scomparsa, con le più originali specialità provenienti da tutte le regioni. Un patrimonio che, sottolinea l'organizzazione agricola, consente all'Italia di raggiungere il record storico nelle esportazioni di formaggio con un aumento del 13%. I formaggi made in Italy più esportati, sottolinea Coldiretti, sono purtroppo anche quelli più taroccati nel mondo, dove le imitazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano hanno superato addirittura i prodotti originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan canadese, australiano e statunitense. La scadenza dell'obbligo di etichetta con l'origine del latte utilizzato mette ancor più in pericolo l'autenticità dei prodotti interamente realizzati in Italia.

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