Lunedì, 18 Ottobre 2021
Costa Concordia

Parla Schettino: "Io, trattato peggio di Bin Laden"

Il comandante della Costa Concordia in un'intervista a La Stampa: "Rinnego l'immagine che mi hanno cucito addosso, ridicolizzando non solo 30 anni del mio lavoro ma anche l'immagine del nostro Paese"

NAPOLI - A quasi un anno dal naufragio della Costa Concordia al largo dell'isola del Giglio, il comandante Francesco Schettino parla in un'intervista a La Stampa. Ricorda quella terribile notte del 13 gennaio 2012 e non ci sta a essere continuamente bersaglio di accuse pesanti e di commenti più o meno sarcastici.

Schettino si difende, precisando di aver fiducia nella giustizia. "Sono stato dipinto peggio di Bin Laden - racconta - mentre il mio rammarico per quello che è successo è enorme. Altrettanto onestamente rinnego l'immagine che mi hanno cucito addosso, ridicolizzando non solo 30 anni del mio lavoro, della mia esperienza in tutto il mondo, ma anche l'immagine del nostro Paese esposto alle critiche, spesso ingiuste, dell'intero pianeta".

Schettino non ci sta neanche ad essere etichettato come il comandante che abbandona la nave nel momento del pericolo e spiega: "Ha presente come si era inclinata la nave quella sera? Il calpestabile era diventato un muro e nella parte dove mi trovavo io era impossibile restare a bordo. Sarei finito sommerso: in quel modo sarei stato forse più utile? Non credo proprio Io ho fatto tutto il possibile per incagliare la nave in modo che fosse vicina agli scogli".

Il suo comportamento non fu dettato dal panico ("ero calmo perché mantenevo i nervi saldi, perché è così che dev'essere un comandante") e si difende così dalle accuse di aver lasciato i passeggeri a bordo mentre lui si allontanava dalla Concordia: "Spettava agli elicotteri portarli via. E invece tutti addosso a me. Non mi sono mai ubriacato, né mai mi sono drogato in vita mia. Eppure solo a me venne fatto l'esame per accertarlo. Perché agli altri no? Gli ufficiali di bordo hanno un ruolo. E comunque le regole vanno riviste. Dai compiti del comandante, alla conta dei passeggeri e alle modalità di evacuazione. Mi sono sempre battuto per il rispetto delle regole: ero il presidente dei capitani della Costa Crociere, eletto da tutti gli altri. E ora, invece, mi sparano tutti addosso. Comunque non voglio piangermi addosso: il mio pensiero va a tutte le persone che hanno sofferto e che ancora soffrono per quanto successo".

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