Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca

Naufragio Concordia, pg Cassazione: "Colpa cosciente, pena più elevata per Schettino"

A presentare ricorso in Cassazione sia la difesa dell'ex Capitano che la Corte d'Appello di Firenze. Verdetto atteso il 12 maggio

Francesco Schettino

La colpa per il naufragio della Costa Concordia, attribuibile al comandate Francesco Schettino fu "cosciente" e quindi non è sufficiente la pena di 16 anni e un mese riconosciutagli in appello. Lo ha affermato il pg della Cassazione, Francesco Salzano, nell’udienza che ha per oggetto i ricorsi delle difese e della Corte d’Appello di Firenze. La richiesta dell'accusa nei confronti dell'ex comandante della Concordia era stata di 27 anni di carcere per il naufragio del 13 gennaio 2012 in cui morirono 32 persone. 

La prossima udienza è prevista per il 12 maggio e in quella data potrebbe essere emesso il verdetto. Se la richiesta del pg fosse accolta, si renderebbe necessario un processo di appello bis.

IL VIDEO DI SCHETTINO

Lo scorso 12 marzo Schettino è tornato a parlare del naufragio affermando, in un video pubblicato su YouTube, di non aver mai abbandonato la nave se non per cercare di disincagliare l'ultima scialuppa sulla quale si stava abbattendo il transatlantico. "È falso che io abbia abbandonato la nave" e "sono in grado di provare quel che dico", afferma Schettino.

L'ex capitano dice anche di essere rimasto sulla scogliera a coordinare i soccorsi, così come erano le indicazioni del comando generale della Capitaneria di Porto di Roma. Quanto alla famosa telefonata del comandante Gregorio De Falco che gli ordinava di risalire a bordo, la 'biscaggina' indicata dall’ufficiale non sarebbe stata agibile perché già sott’acqua.

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