Lunedì, 21 Giugno 2021
Costa Concordia

Concordia, Schettino dedica il suo libro ai familiari delle vittime

Nel volume, scritto con la giornalista Rai Vittoriana Abate, il comandante confessa: "Il mio errore è non essere morto quella notte". Ma l'epigrafe fa già discutere: "Ai familiari è dovuta la verità più che a ogni altro"

Per ora se ne conosce solo qualche anticipazione ma il libro di Francesco Schettino, "Le verità sommerse" (Graus Editore), sta già facendo discutere.

Il motivo è la decisione del capitano di dedicare il volume ai familiari delle vittime. "A coloro che quella notte sono stati colpiti negli affetti più cari, perché a loro è dovuta la verità più che a ogni altro", si legge nel testo di Schettino.

Nel libro, scritto con la giornalista Rai Vittoriana Abate, Schettino confessa inoltre che il suo errore più grande "è di non essere morto quella notte del naufragio". 

"Le verità sommerse" è una sorta di memoriale che traccia un ritratto diverso dell’uomo Francesco Schettino rispetto a ciò che è emerso dal processo mediatico. Nel volume la giornalista racconta "trent’anni di mare e ciò che non è stato detto del naufragio: dagli atti del processo alla scatola nera, e le testimonianze sia dell'equipaggio che di un considerevole numero di passeggeri mai sentite prima".

Un libro corposo - 608 pagine - in cui l'ex comandante spiega la dinamica dell’incidente costato la vita a 32 persone, per il quale Schettino è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Grosseto a 16 anni di carcere.

La Abate punta a far luce soprattutto sugli aspetti tecnici che hanno portato al naufragio: perché, ad esempio, il generatore d’emergenza andò in tilt ? E cosa c’è di vero sul malfunzionamento delle porte stagne? Interrogativi a cui Abate tenterà di dare risposta sulla base delle carte processuali e di quanto emerso dalla scatola nera della Concordia. Oltre che, ovviamente, attraverso il racconto diretto di Schettino. 

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