Martedì, 20 Aprile 2021
Proteste e scontri / Roma

Chi è Hermes Ferrari, lo “sciamano di Montecitorio” in piazza contro le chiusure

Ristoratore modenese in trasferta a Roma, ha protestato vestito come Jake Angeli, il support di Trump che partecipò all’assalto di Capitol Hill

C’era anche un emulo dello “sciamano con le corna” tra i contestatori che oggi in piazza Montecitorio a Roma hanno protestato contro le chiusure imposte per l’emergenza sanitaria e si sono scontrati con la polizia. Si tratta di Hermes Ferrari, ristoratore modenese 51enne, padre di una figlia di 20, in trasferta a Roma. “Siamo esasperati. Nessuno ci ha ascoltato. Spero che ora qualcuno si accorga di noi e ci ascolti”, ha detto Ferrari, che oggi in piazza è sceso con il volto truccato con i colori della bandiera italiana e il copricapo con le corna simile a quello indossato da Jake Angeli, il sostenitore di Trump e noto seguace delle teorie complottistiche di QAnon, che lo scorso 6 gennaio prese d’assalto insieme ad altri violenti il Campidoglio a Washington, penetrando negli uffici del Congresso.

“Mi sono vestito così perché Jake Angeli ha fatto il giro del mondo, tutti lo hanno visto. Se questo è l'unico modo per farmi sentire, lo faccio”, ha detto Ferrari, ristoratore modenese in trasferta a Roma. ‘

Hermes Ferrari, il ristoratore modenese vestito come lo "sciamano con le corna" di Capitol Hill

’La mia attività già l'ho riaperta dal 15 gennaio. Sono venuto a portare la testimonianza che si può rimanere aperti. Per fare capire quello che tutti noi stiamo passando”, ha aggiunto Ferrari. “Hanno chiuso noi ristoranti, le palestre, i cinema ma i contagi sono sempre gli stessi'', ha concluso

Già a gennaio Ferrari, titolare del ristorante pizzeria Regina Margherita di Modena rara, aveva infatti riaperto le porte del suo locale, partecipando alla manifestazione “Io apro” contro i Dpcm e le chiusure imposte al settore della ristorazione nell’ambito delle misure prese per limitare la diffusione del coronavirus. 

“Riapriamo perché sennò chiudiamo per sempre”, aveva detto Ferrari in quell’occasione in un’intervista a ModenaToday. “Abbiamo finito tutte le risorse che avevamo, non abbiamo più soldi. Presto dovremmo chiudere perché ci staccheranno le utenze”. Per Ferrari l’imperativo era “riprendere per incassare e riuscire a ripartire. Sennò chiudiamo, i miei dipendenti perdono il lavoro e le loro famiglie rimangono senza reddito”. Ferrari protestava contro la decisione di tenere aperte altre attività, come ad esempio i ristoranti di autogrill, alberghi e mense: “Come si prende il covid in una mensa si prende anche nel mio ristorante. Come non lo prendi in mensa non lo prendi nel mio ristorante”. Il ristorante assicurava di aver adottato nel suo locale “tutte le misure immaginabili per il distanziamento e l’igienizzazione”. “Noi non abbiamo dei rappresentanti della nostra categoria che ci tutelano come li hanno le grandi catene. Noi siamo penalizzati per questo e abbiamo deciso di unirsi con l’iniziativa ‘Io apro 15/01’”. 

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