Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca Italia

Sciopero venerdì 29 settembre, mezzi pubblici a singhiozzo

Venerdì 29 settembre trasporto pubblico a rischio a Roma per gli scioperi indetti in Atac e Roma Tpl. Lo sciopero interesserà anche le altre municipalizzate capitoline. Disagi anche per chi viaggia in Campania, Latina, Brescia e Abruzzo. Nuovo sciopero già annunciato per il 10 novembre

Venerdì 29 settembre trasporto pubblico a rischio a Roma per gli scioperi indetti in Atac e Roma Tpl.

Per quanto riguarda la rete Atac - bus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Lido, Roma-Civitacastellana-Viterbo e Termini-Centocelle - le agitazioni proclamate dal sindacato Usb e dalla Faisa Cisal sono state ridotte a sole 4 ore per decreto del prefetto. Parimenti sui bus periferici gestiti dalla Roma Tpl lo sciopero dei sindacati Cgil, Cisl, Uil, Faisa Cisal e Usb sarà di 4 ore.

Come riporta Roma Today il prefetto di Roma con una propria ordinanza, ha disposto la riduzione a quattro ore dello sciopero del personale di Atac S.p.A. e di Roma Tpl S.c.a.r.l. programmato per il 29 settembre 2017. Lo stop sarà così limitato alla fascia oraria 8.30-12.30.

Resta valido invece lo stop di 24 ore da parte di Usb, con lo sciopero che interesserà anche le municipalizzate capitoline Acea ed Ama.

Tutte le informazioni sullo sciopero a Roma

Confermate le 8 ore di possibili diasagi per i passeggeri di Trenitalia per l'agitazione indetta dalle 9 alle 17 in Campania dal personale di Trenitalia ed Rfi. 

Disagi anche a Latina per lo sciopero di 24 ore del personale Atral, così come a Brescia e in Abruzzo.

Usb e Cobas: "Sciopero generale il 10 novembre"

I Cobas, insieme all'Usb (Unione sindacale di Base) e alla CIb-Unicobas, hanno convocato lo sciopero generale nazionale di tutte le categorie e comparti pubblici e privati per l'intera giornata del 10 novembre 2017. Lo sciopero generale - spiega un comunicato - è indetto contro le politiche economiche e sociali del governo Gentiloni, in vista della presentazione della prossima legge di Bilancio. 

Secondo i sindacati di base, il governo "non ha alcuna intenzione di introdurre elementi di reale discontinuita' con la nefasta 'austerita'', con la dilagante precarietà del lavoro, la riduzione dei salari, dei redditi e delle pensioni, il decennale blocco contrattuale nel Pubblico impiego e nella scuola, l'aziendalizzazione privatistica della scuola, della sanita' e di tanti servizi pubblici e beni comuni". 

Lo sciopero - spiegano i sindacati - è convocato "per affermare ed ottenere il diritto al salario, al reddito, alla pensione, per veri rinnovi dei contratti con aumenti che - in particolare nel pubblico impiego, nella scuola e nella sanità - consentano almeno il recupero del salario perso nell'ultimo decennio (circa il 20%), per il rilancio della buona occupazione e l'eliminazione della precarieta' lavorativa, per la cancellazione della distruttiva legge 107 nella scuola, per la difesa e il miglioramento della scuola e della sanita' pubblica e per servizi sociali pubblici e gratuiti, contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle aziende strategiche per il paese, per fermare la deriva autoritaria e repressiva in atto, per la democrazia sindacale contro il monopolio della rappresentanza alle organizzazioni sindacali concertative e per difendere il diritto di sciopero, per il ritiro di ogni normativa che ne colpisca o ne riduca l'efficacia. Infine, lo sciopero è convocato anche per nuove politiche sociali in tema di diritto all'abitare, di salvaguardia e messa in sicurezza del territorio, di contrasto alla xenofobia e al razzismo".

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