Mercoledì, 14 Aprile 2021

Sciopero medici e veterinari 12 dicembre 2017

E' stato proclamato a livello nazionale da tutti i sindacati della categoria contro la legge di Bilancio e lo stallo del rinnovo del contratto

Sciopero medici e veterinari martedì 12 dicembre 2017: tutto confermato. Alla protesta nazionale dei professionisti del Servizio sanitario nazionale contro i tagli della legge di bilancio 2018 alla sanità e lo stallo del rinnovo del contratto hanno aderito: Anaao Assomed , Cimo, Aaroi-Emac, Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Fvm, Federazione Veterinari e Medici, Fassid-Aipac-Aupi-Simet-Sinafo-Snr, Cisl Medici, Fesmed, Anpo-Ascoti, Fials Medici, Uil Fpl Coordinamento Nazionale delle Aree Contrattuali Medica e Veterinaria. Le organizzazioni sindacali, si legge in una nota, denunciano i contenuti della legge di bilancio 2018 all'esame del Parlamento, in quanto "reiterano politiche sempre meno orientate all'obbligo di rispondere ai bisogni di salute dei cittadini, secondo principi di equità e sicurezza, ed escludono con pervicacia la sanità pubblica dalla ripresa economica in atto fino a renderla non più sostenibile se non dalle tasche dei cittadini".

Sciopero medici e veterinari 12 dicembre 2017: i motivi

Il blocco durerà 24 ore e riguarderà tutte le strutture sanitarie del Paese. Lo sciopero del 12 dicembre è stato proclamato per "difendere un diritto costituzionale dei cittadini e le ragioni del nostro lavoro che ne è valore fondante e garanzia di esigibilità". La legge di Bilancio 2018 - riferiscono i sindacati – "esclude la sanità, unico settore della pubblica amministrazione, da politiche di investimento e di rilancio, relegandola in una recessione perpetua e negando ogni segnale di attenzione, se non di rispetto, nei confronti dei medici, dei veterinari, dei dirigenti sanitari dipendenti del Ssn. Una manovra da 20 miliardi, di cui 12 tradotti in bonus per ogni età della vita e ceto sociale, non ha trovato il modo di mettere a disposizione del tavolo contrattuale, ancora da aprire dopo 8 anni di blocco, risorse accessorie già nostre e già esistenti nelle singole aziende sanitarie".

Questo ha comportato la rottura del rapporto tra governo e sanità pubblica, a livello nazionale e regionale. L’auspicio è che "i giorni che ci separano dallo sciopero possano consentire alla Camera di rivedere la Legge di Bilancio per aumentare il finanziamento del Fsn e rendere disponibili per il contratto di lavoro della dirigenza sanitaria le risorse accessorie già esistenti nelle singole aziende".

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