Martedì, 2 Marzo 2021
Roma

Roma, sciopero venerdì 12 ottobre: mezzi pubblici a rischio

Sarà però meno "pesante" del previsto, ma i disagi sono probabili

Potrebbe essere un venerdì difficile quello di Roma sul fronte trasporti.  Sarà però meno "pesante" del previsto lo sciopero del trasporto pubblico: infatti i bus periferici della Roma Tpl saranno infatti regolarmente in servizio, i sindacati Cgil, Cisl e Uil - dopo un incontro ieri sera con l'Assessorato alla Città in movimento - hanno deciso di sospendere lo sciopero di 4 ore inizialmente previsto dalle 8.30 alle 12.30. I rappresentanti dei lavori, rende noto il Campidoglio, hanno constatato il superamento delle criticità legate all'erogazione degli stipendi negli ultimi tre mesi e hanno mostrato "ampia disponibilità" all'apertura di un tavolo di trattativa aziendale a partire dal prossimo 18 ottobre.

"La sospensione dello sciopero previsto per le linee bus periferiche è una buona notizia", ha spiegato l'assessore alla Città in movimento Linda Meleo: "Da una parte premia l'azione a favore dei lavoratori, colmando la criticità degli stipendi non versati negli ultimi tre mesi. Dall'altra per la città, in quanto grazie alla sforzo di dialogo tra azienda, lavoratori e sindacati si evitano disagi ai cittadini, soprattutto a quelli che per muoversi adoperano linee periferiche".

In ogni caso venerdì 12 ottobre a Roma resta confermata l'agitazione di 24 ore indetta dal sindacato Cambia-Menti M410, che interesserà tutta la rete Atac, ovvero le linee urbane di bus, tram, metropolitane, ferrovie Roma-Lido, Roma-Civitacastellana-Viterbo e Termini-Centocelle. I disagi per i cittadini sono prevedibili (la mattina secondo le ultime previsioni meteo potrebbe anche piovere aggravando la situazione traffico), anche se lo sciopero si svolgerà con le consuete fasce di garanzia: servizio regolare fino alle 8.30 e dalle 17 alle 20. Aggiornamenti su RomaToday

Venerdì studenti in piazza da nord a sud: "Blocchiamo le città" 

Tra un mese il referendum

Nel frattempo manca esattamente un mese al referendum promosso dai Radicali per la messa a gara del Tpl nella Capitale: in programma l'11 novembre, sarà il primo referendum d'iniziativa popolare da quando esiste Roma capitale: i romani potranno decidere se mettere a gara il servizio di trasporto pubblico, ad una o più aziende, sotto il diretto controllo del Comune di Roma che continuerà, ad esempio, a stabilire il prezzo del biglietto e le tratte necessarie per ogni quartiere.

Questa settimana i Radicali hanno lanciato una nuova campagna a sostegno del referendum con una sosia della sindaca Virginia Raggi che si aggirava per i quartieri di Roma "convinta che i tempi di attesa alle fermate di Atac diventino momenti per socializzare e leggere un buon libro, che il caldo insopportabile dei bus senza aria condizionata sia una comoda sauna, o che la periferica via del Tritone sia diventata, grazie all'amministrazione, centro storico". Negli spot satirici promossi dal comitato "Sì Mobilitiamo Roma" "tutti i disagi che milioni di romani sono costretti a vivere ogni giorno diventano punti di forza per il servizio di trasporto pubblico", hanno spiegato i Radicali.

Nettamente contrari i sindacati confederali: Cgil, Cisl e Uil di Roma hanno invitato "a votare NO al referendum. 'Privatizzare' sembra essere per alcuni la parola magica in grado di dare miracolosamente equilibrio, efficienza e servizio di qualità, contro un 'pubblico' che in automatico dovrebbe evocare dissipazioni, scarsa produttività e conti in rosso. Noi pensiamo che questa tesi sia sbagliata perché non convince la semplificazione: privato=efficienza, pubblico=inefficienza". Leggi su RomaToday gli articoli sul referendum

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