Scuola, sciopero generale: la decisione dei sindacati è un orizzonte sempre più vicino

Lo sciopero generale potrebbe riportare in piazza quel milione di lavoratori nel campo educativo che quattro anni fa segnò la fine del consenso del governo Renzi a causa dell'approvazione della "Buona scuola"

Un momento del corteo contro il disegno di legge 'La Buona scuola', Genova, 5 maggio 2015. FOTO ANSA/PAOLO ZEGGIO

Un nuovo sciopero della scuola a maggio: 'Primavera calda' nei rapporti tra il ministero dell'istruzione e i sindacati della scuola. "Lo sciopero generale è in vista": l'avviso lo lancia l'Anief, l'associazione Nazionale Insegnanti e Formatori.

"Regionalizzazione, precari e contratto: sono i temi principali che stanno portando -spiegano dal sindacato di categoria- le organizzazioni sindacali rappresentative a una grande mobilitazione"

Sciopero scuola, le date

Lo sciopero generale potrebbe riportare in piazza quel milione di lavoratori nel campo educativo che quattro anni fa segnò la fine del consenso del governo Renzi a causa dell'approvazione della "Buona scuola".

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, "il nuovo governo giallo-verde deve uscire allo scoperto e decidere d'invertire l'attuale strada chiusa sul precariato e sulla regionalizzazione, a fronte delle sempre più numerose richieste di risarcimento per l'abuso dei contratti a termine e la disparità di trattamento tra personale a tempo determinato e di ruolo".

"Si può dare maggiore autonomia alle Regioni senza minare l'unità nazionale e tradire la scuola dell'autonomia; si può cominciare ad affrontare il tema del precariato riaprendo le Gae ed estendendo il doppio canale di reclutamento alle graduatorie d'istituto senza operare la stabilizzazione diretta da fare comunque per il personale educativo ed Ata dove non vi sono concorsi; si possono aumentare gli stipendi di altri 90 euro rispetto ai 15 euro previsti utilizzando le risorse dei tagli".

"Se il governo Conte vuole, ci convochi, ascolti le nostre proposte ed eviti uno sciopero generale" conclude Pacifico.

La scorsa settimana, i sindacati rappresentativi, dopo mesi di scioperi dei sindacati di base hanno inviato al Miur, al ministero della Funzione Pubblica e alla Commissione di Garanzia un tentativo di conciliazione che ha tutta l'aria di essere un preludio alla sciopero generale da proclamare nel mese maggio.

Dal governo infatti sono arrivati segnali negativi verso un'apertura reale alle richieste prodotte dalle organizzazioni rappresentative dei lavoratori della scuola.

Sciopero scuola, perché

I sindacati chiedono lo stop alla regionalizzazione dei servizi pubblici, in testa l'istruzione, ed inoltre denunciano:

  • la mancata stabilizzazione di decine di migliaia di precari storici attraverso l'automatismo previsto da tempo dell'Unione europea per chi ha svolto oltre 36 mesi;
  • il mancato rinnovo contrattuale per il quale dal mese da aprile si prevede solo il 'pannicello caldo' dei 3-5 euro netti di aumento, grazie all'applicazione dell'indennità di vacanza contrattuale che non basta di certo a compensare l'inflazione e ad avvicinare i compensi dei nostri docenti e Ata ai colleghi europei".

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