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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Trasporti

E' saltato il sistema del Trasporto pubblico locale

Città paralizzate. Dopo Genova e Torino è il turno di Firenze. Anche a Pisa lavoratori in agitazione. E Roma rischia di rimanere bloccata durante le feste di Natale

Il dado è tratto. Genova è rimasta bloccata per giorni. Firenze è paralizzata: lo "sciopero a oltranza" indetto dai lavoratori del trasporto pubblico locale ha gettato nel caos la città. Sulla falsariga di Firenze, anche a Pisa è caos. E Roma, con i lavoratori Atac che continuano a viaggiare avanti e indietro per l'Italia per portare solidarietà alle varie proteste, rischia di paralizzarsi proprio durante le feste natalizie.

Al centro delle proteste due ordini di problemi: la privatizzazione del Tpl un po' in tutta Italia e la "devastante situazione" in cui versa il servizio a Roma con i lavoratori "costretti a turni massacranti". Questo virgolettato appartiene a dipendenti che si sono autorganizzati nel gruppo Cambia-Menti M410 che avverte il sindaco Marino: "Dal 16 al 20 diremo no agli straordinari e bloccheremo la città".

LA SITUAZIONE - Come detto, un po' in tutta Italia è il caos. Il motivo è semplice e lo spiega perfettamente un duro comunicato dell'Unione sindacale di base, parte integrante delle proteste di Genova, Torino e Firenze che ha proclamato per oggi, venerdì 6 dicembre, lo sciopero nazionale del settore per 4 ore.

"Questa azione di sciopero (dal quale sono escluse  Roma, Torino, Milano,  Firenze, Salerno e Campobasso, ndr) risponde alla necessità di dare una prima urgente riposta contro le politiche del governo, che prevedono vaste e preoccupanti privatizzazioni nel settore con pesanti ricadute sui carichi di lavoro, sui salari, nonché sulla qualità e quantità del servizio alla cittadinanza".

Quindi, l'attacco sulle condizioni lavorative degli autoferrotranvieri che, "in tutta Italia, non è più accettabile. Da sei anni i contratti del Tpl sono bloccati mentre gestioni clientelari e criminali, che hanno visto la pesante intromissione della politica, hanno spolpato le aziende pubbliche di trasporti. Ma la risposta ai problemi del Tpl non può essere quella delle dismissioni, dell’affidamento ai privati, della riduzione del numero di aziende".  

FIRENZE - Autobus fermi anche oggi, venerdì 6 dicembre, dopo l’astensione da lavoro selvaggia di ieri. La decisione - spiega Firenze Today - è stata presa dall’assemblea dei lavoratori, tra le mura del deposito di viale dei Mille, subito dopo il confronto infruttuoso avvenuto in prefettura tra sindacati e azienda. Incontro infecondo a Palazzo Medici Riccardi dopo il quale il Prefetto Luigi Varratta ha precettato i lavoratori.  

Nel mirino dei lavoratori c'è la disdetta degli accordi integrativi e l'ipotesi di uno "spezzatino" dell'azienda tra i proprietari. Ma ancora di più sotto accusa c'è la privatizzazione di un anno fa, considerata dai lavoratori l'origine della attuale situazione e che fu decisa dall'amministrazione comunale con la cessione del ramo d'azienda per 18,9 milioni di euro ad un raggruppamento di imprese facenti capo al gruppo Fs (composto da BusItalia-Sita Nord in qualità di capofila, Cooperativa autotrasporti pratese e Autoguidovie). La rabbia dei lavoratori è rivolta adesso soprattutto nei confronti del sindaco Matteo Renzi, ritenuto il ''regista'' della privatizzazione e contro il quale oggi sono comparsi gli striscioni ''Renzi bugiardo'' e ''Renzi nemico di tutti i lavoratori''.

TORINO - Nel capoluogo piemontese lo scontro è sulla vendita delle quote societarie a privati. Il Comune di Torino ha infatti deciso di "esternalizzare" il 49% della Gtt per poter ridurre i costi e far cassa. Ma la decisione, secondo i sindacati, metterebbe a serio pericolo il futuro di molti attuali dipendenti, oltre a rendere più scadente il servizio. 

"La priorità - si legge su Torino Today - da affrontare in questo momento per il trasporto pubblico locale è l'ulteriore riduzione del trasferimento delle risorse da parte della Regione Piemonte che ne attesterà un taglio complessivo del 24%" si legge su un volantino distribuito da tutte le sigle sindacali. "Se confermato, ciò costringe a procedere senza indugi in un processo di aggregazione a livello regionale delle varie società di trasporto. Solo questo può consentire di mantenere livelli accettabili nel trasporto pubblico, senza penalizzare ulteriormente i cittadini che, in questi ultimi anni, hanno già visto peggiorare progressivamente la qualità del servizio".

IL "CASO ROMA" - Come detto, se in tutta Italia la situazione è esplosiva sul fronte delle aziende privatizzate o in via di privatizzazione, a Roma lo scontro è tutto sulle condizioni del servizio e delle condizioni lavorative. Proprio in queste ore, come racconta Roma Today, Atac sta facendo partire le lettere di contestazione disciplinare nei confronti degli autisti aderenti al neonato gruppo Cambia-Menti M410. I provvedimenti stanno in questi giorni raggiungendo in particolare coloro i quali ad inizio novembre non hanno fornito, in maniera del tutto lecita, la propria disponibilità a coprire turni di servizio.

A INIZIO NOVEMBRE - Un passo indietro per capire di cosa stiamo parlando. Da metà ottobre un gruppo di autisti Atac, esasperati per il protrarsi di problemi irrisolti all'interno del trasporto pubblico e inviperiti contro i sindacati accondiscendenti con le scelte dei piani alti, decide di evidenziare le carenze del trasporto pubblico. La forma scelta è quella dell'astensione dagli straordinari. Gli autisti parlano, si incontrano, discutono, si organizzano su facebook e quindi 'deliberano': a inizio novembre diremo no agli straordinari. Atac infatti per coprire la carenza dei turni da anni ormai 'sfrutta' lo straordinario per coprire i turni previsti dal contratto di servizio.

Così centinaia di autisti "si danno impegnati" e firmano un foglio di rinuncia agli straordinari. L'Atac si accorge che qualcosa sta montando, ha molti turni scoperti ed avvisa il Prefetto. Il 3 novembre nei depositi compare un avviso, una sorta di precettazione in cui, equiparando l'astensione dagli straordinari ad una forma di sciopero, si richiede la messa in atto di tutte le procedure per indire la forma di protesta. Gli autisti però non si spaventano e mettono in atto la protesta. Dal 4 al 10 novembre il calo dei bus in strada è stato quantificato in percentuali variabili tra il 10 e il 20%.

ORA LE LETTERE - L'Atac contesta il mancato rispetto della richiesta del Prefetto. Si legge infatti nella lettera: "Tale ordinanza veniva resa nota a tutti i lavoratori in data 3 novembre 2013 tramite affisione nei posti di lavoro. Ciò nonostante, Lei che aveva manifestato la volontà di non voler prestare la sua attività lavorativa su turni a straordinaria, non revocava tale richiesta". Le lettere erano attese dal gruppo e non hanno scosso più di tanto i lavoratori che hanno già deciso di affidarsi agli avvocati.

ATAC CONTRO CHI PROTESTA - Ma non solo la rinuncia agli straordinari. L'Atac ha pronte le lettere di contestazione per chi è comparso in tv in divisa, in particolare a Piazza Pulita dove una trentina di autisti si è presentata a far da pubblico in trasmissione. A parlare però è stata solo Micaela Quintavalle.

I LAVORATORI MINACCIANO - Intanto, in attesa di risposte dal sindaco Marino, minacciano di ripetere la stessa forma di protesta sotto Natale: "Dal 16 al 20 diremo no agli straordinari e bloccheremo la città".

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